19.08.2022 - 09:21

Iniziativa allevamento intensivo, vi spiego perché è inutile

di Aline Prada, membro Giovani Udc
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Le 5 richieste sono: stalla e cura rispettose degli animali; accesso agli spazi esterni; macellazione meno dolorosa; dimensione massima dei gruppi in base alla stalla e prescrizione sull’importazione.

La 1a richiesta prevede maggiore spazio per animale, condizione già attuale grazie alla protezione degli animali e alla legge agricola.

La 2a richiesta: "Solo il 12% degli animali ha la possibilità di uscire regolarmente". Le norme Ura prevedono 6 mesi con 26 uscite mensili (estate) e 6 mesi con 13 uscite mensili (inverno). Preciso che il 64% degli allevamenti è a stabulazione libera (2020).

Per la 3a richiesta, a quanto pare l’immobilizzazione e lo stordimento non sono sufficienti agli iniziativisti per la macellazione, sarebbe quindi da capire come pensano di migliorare questo procedimento.

La 4a richiesta cita: "In un capannone possono essere tenuti fino a 27’000 polli o 1’500 maiali." Vero! 27’000 polli fino al 28° giorno di ingrasso, poi diminuiscono a 24’000; 21’000 fino a 18’000 sia per polli che per galline ovaiole. Per i maiali, la legge dice che se ne possono tenere max. 1’500 a stabulazione basica con box forniti di lettiera: 0,65 m2 fino a 35 kg e 1 m2 fino a 110 kg. Oltre questo peso sono necessari box più grandi (dati: OEMas).

Con la 5a richiesta gli iniziativisti pretendono gli standard richiesti anche sulle importazioni. In tal caso chi ci garantirebbe la disponibilità di questi allevamenti?

Per tutte queste ragioni, invito caldamente la popolazione a respingere questa inutile iniziativa. Non è giusto che l’agricoltura svizzera venga di continuo messa in dubbio e che sia gente estranea al settore a dover giudicare il lavoro, che permette loro di avere nel piatto prodotti locali e di qualità.

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