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Keystone
Un’immagine del comune di Sissach
Sguardo a nord
 
06.12.2021 - 09:570
Aggiornamento : 15:18

E odiarono tutti felici e contenti

C’era una volta una donna, scrittrice e conduttrice radiofonica, che un giorno partì per un viaggio e quando tornò scoprì che la sua vita le era stata rubata. È una storia vera ed è successa a Helene Bossert, nel Canton Basilea, nel 1953. A costarle il lavoro, la carriera e le amicizie fu un viaggio di studio nell’Unione Sovietica, di sole tre settimane. Di moderate idee di sinistra, attiva nella parrocchia e nella scuola, Helene parte insieme ad altre donne per curiosità, per scoprire il mondo. Prima ancora di essere tornata, viene però attaccata su un giornale locale nientepopodimeno che da un socialdemocratico, che la accusa di propaganda filosovietica. È l’inizio di una campagna mediatica che la metterà sotto accusa e distruggerà la sua vita, quella del marito e del figlio. Tenace, Helene continuerà a combattere, difendendosi. Per una riabilitazione, parziale, dovrà aspettare trentacinque anni, fino al 1988, quando le verrà riconosciuto il premio della cultura di Basilea. Solo recentemente, a più di vent’anni dalla morte, gruppi di cittadini hanno cominciato a chiedere di far luce su questa triste vicenda. Sulla vita di Helene è stata scritta una pièce e ora si vorrebbe dedicarle una via di Sissach, il comune dove abitava. Erano altri tempi, c’era la Guerra fredda – si dirà –, l’Occidente democratico (e capitalista) combatteva contro i Paesi del blocco comunista e le persone si odiavano. Oggi è tutto diverso. Qualcosa di simile non potrebbe mai più accadere. Ne siamo davvero sicuri? Le grandi ideologie sono morte, forse, ma la gente non ha smesso di odiarsi. Solo che ora lo fa per motivi più privati, aleatori, futili. Contro chi è grasso, senzatetto, donna, generalmente più debole, spesso sui social media. Come sta succedendo a Drachenlord, uno youtuber tedesco che vanta 166’000 follower e da dieci anni spopola in rete, attirandosi simpatie e antipatie, soprattutto antipatie. Amante della musica heavy, delle auto, dei videogiochi e del porno, Drachenlord diventa famoso nel 2014 quando, in seguito a un insulto rivolto a sua sorella da un follower, adirato sfida i nemici ad affrontarlo di persona rendendo pubblico il proprio indirizzo. Da allora decine e decine di curiosi e “odiatori”, che a volte diventano centinaia, lo aspettano regolarmente fuori casa per provocarlo. Il che scatena le sue reazioni coinvolgendo la polizia e facendolo finire davanti ai tribunali. C’è chi lo incolpa e chi lo difende. Chi dice che se l’è cercata e chi lo vede come vittima. Fatto sta che la comunità di odiatori non lo lascia in pace, tanto che viene spontaneo chiedersi se sia davvero lui a interessarli o semplicemente il divertimento che provano ad andare contro qualcuno. Queste ostilità, penose come quelle riguardanti la questione no-vax, fanno rimpiangere gli scontri ideologici del passato. Se si deve litigare, per lo meno lo si faccia su questioni importanti, come l’ecologia o la distribuzione della ricchezza. Anche se il litigio non può e non deve diventare la misura di ogni confronto.

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