14.07.2021 - 15:24

Collegamento A2-A13: vogliamo certezze, non parole!

Il granconsigliere Plr Omar Terraneo, dopo lo stop dell'Ustra sul progetto viario

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Omar Terraneo (Ti-Press)

Anche agli occhi dell’automobilista più distratto, appare evidente come il collegamento del Locarnese con l’infrastruttura autostradale sia un’opera che non può più essere rimandata alle calende greche. Il numero di giorni in cui le code si snodano ininterrottamente sul Piano di Magadino lungo entrambe le sponde che collegano il Bellinzonese al Locarnese sta aumentando in maniera esponenziale e diventando insostenibile sia per la popolazione sia per l’ambiente. Speriamo vivamente non si pensi di riesumare la “variante semafori” bocciata in votazione popolare quale non soluzione al problema. Neanche la crescita di capacità e frequenza dei trasporti pubblici riesce a sopperire alla mancanza di una bretella autostradale, attesa ormai da molti, troppi anni.
Mentre sembrava si fosse finalmente giunti in dirittura d’arrivo con un progetto sostenibile, (condiviso anche dalle associazioni ambientaliste), ecco arrivare l’ennesima doccia fredda: giovedì 1 luglio è stato in effetti reso noto dall’Ustra che una parte importante del progetto di collegamento veloce A2-A13 è da rifare, e questo poiché le autorità federali si sono opposte a diversi aspetti del tracciato elaborato dal Cantone (dopo che il progetto fu presentato già due anni fa alla Confederazione). Ci troviamo quindi nuovamente di fronte a un ostacolo che ritarderà malauguratamente una volta ancora la realizzazione di un’opera di vitale importanza, su cui fummo chiamati a esprimerci in votazione popolare già nel lontano 2007 per la cosiddetta “variante 95”.
Uno stop davvero incomprensibile, visto e considerato che la soluzione proposta sembrava essere stata condivisa tra le parti. E, invece, i rapporti tra il Cantone – e in particolare il Dipartimento del territorio – e l’Ustra si stanno dimostrando un autentico dialogo tra sordi, che va a discapito di tutto il Cantone, con un’intera regione che paralizza la mobilità di mezzo Ticino. In questo momento è quindi fondamentale che le parti chiariscano le posizioni e risolvano le “criticità” in tempi estremamente rapidi, in maniera pragmatica e definitiva. La palla dal profilo ticinese è dunque nel campo del Dt, da cui ci attendiamo risposte chiare soprattutto per quanto riguarda la tempistica e la progettazione di un’opera fondamentale per l’intero Cantone.
Le affermazioni dei “l’è tütt a posct” e i “metom a post nüm” non bastano più, perché gli esempi di decisioni aggrappate alle sole rassicurazioni sono in preoccupante e desolante aumento: vedi riservazione terreni Sac per la realizzazione delle Officine Ffs di Castione, la questione degli espropri per il comparto Valera a Mendrisio o la gestione del comparto riva Lago a Melano, per citarne solo alcuni. Sulle prospettive del collegamento A2-A13 ci aspettiamo “fatti”, scritti nero su bianco. Affinché si possano dare delle prospettive a una popolazione sempre più incredula e delusa di fronte a pasticci del genere.

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