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Risorse disperse: una chiamata al cambiamento

Come vengono spesi i soldi pubblici, rivedere la distribuzione delle risorse e chiedersi se davvero chi ci amministra sta facendo tutto quello che può per evitare che ci siano persone che dormono per terra. Una città non è solo uno spazio fisico con strade, parcheggi e supermercati. Diventa una comunità quando le persone che la abitano si sentono appartenere a quel luogo e vivono con la responsabilità di mantenerla unita e funzionante.

È fondamentale recuperare la capacità di distinguere tra disagio e degrado. Bisogna saper differenziare ciò che necessita di essere rimosso, evitato o pulito da ciò che invece deve essere compreso, affrontato e ricomposto. Dobbiamo tornare a distinguere tra chi commette atti illeciti e chi, sfortunatamente, si trova in difficoltà e ha bisogno di aiuto, non di punizione. Una persona che dorme per terra, avvolta in una coperta, ha bisogno di essere vista e supportata, non scavalcata o rimossa come fosse un sacco di rifiuti. Ciò rappresenta una questione sociale, non di sicurezza.

Quella persona dorme per terra non perché questo offenda i nostri occhi, ma perché tale situazione offende il senso di civiltà che ci dovrebbe unire in un patto di comunità. La disperazione che spinge una persona a scegliere la strada come casa supera di gran lunga il “fastidio” che può destare la sua vista. La presenza di persone che dormono all’addiaccio è una responsabilità collettiva, se davvero vogliamo definirci una comunità e se ci consideriamo cittadini. Spetta a chi amministra prendersi carico del problema, non per spostare altrove il disagio o per approfittare del malcontento dei residenti, ma per prendersi cura di chi è in difficoltà, sia essa temporanea o permanente.

Il problema non sono le persone che dormono per terra; il problema è la mancanza di soluzioni per prevenire che ciò accada. Questa situazione non si verifica solo in Ticino o nelle grandi città. Ciò che varia è la sensibilità con cui si affronta la questione e le soluzioni che vengono adottate. Sono necessari investimenti nei servizi sociali proporzionati alla crisi che stiamo vivendo. Cominciamo da qui: prestiamo attenzione a come vengono spesi i soldi pubblici, rivisitiamo la distribuzione delle risorse e chiediamoci se chi ci amministra sta realmente facendo tutto il possibile per evitare che ci siano persone costrette a dormire per terra.

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