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Dib. elettorale
08.03.2020 - 16:430

Perseverare nel creare opportunità per tutti

Tutti ricordano la mobilitazione per tutelare i posti di lavoro alla RSI in occasione della votazione “No Billag”, molti rammentano anche le lotte iniziate più di dieci anni fa a Bellinzona con lo slogan “Giù le mani dalle officine”. Senza entrare nel merito delle ragioni che hanno spinto il Ticino a mobilitarsi per salvaguardare quanto più possibile queste due importanti realtà, fa specie assistere alla passività dei vari attori – compresa una parte della classe politica - nella (mancata) tutela del settore bancario (oltre 5'500 posti di lavoro, ossia 5 volte la RSI, per capirci) e parabancario ticinese. La Piazza finanziaria per decenni ha sostenuto il Ticino nello sviluppo e nella creazione di benessere che, direttamente o indirettamente, ha costituito un vantaggio per l’intera popolazione ticinese. Certo, al di là del mondo che è cambiato, sono anche stati commessi degli errori. Da direttori che non dirigono a singoli dipendenti che ne hanno approfittato. Esempi negativi, che vanno condannati con forza, ma che non possono indurci a fare di tutta un’erba un fascio.

Per poter continuare ad operare, il settore finanziario non ha bisogno di statalizzazioni, ma di uno Stato svizzero forte sì. Più chiarezza dall’Italia sull’accesso al mercato, ma anche meno regole stringenti per tutti dove sono pochi che trasgrediscono. Al contempo occorre una lettura della realtà sincera, anche dura. In effetti, da anni l’Associazione bancaria ticinese risponde alle numerose sollecitazioni dicendo che, in fondo, non va poi così male. Ma come? Un terzo dei posti di lavoro persi in Ticino, centri di competenza ormai tutti oltre Gottardo, ma va tutto bene? No, non è così, e per fortuna da tempo l’Associazione svizzera degli impiegati di banca non solo denuncia questa disgregazione del settore ma si impegna concretamente per cercare nuove vie per i centinaia di licenziati ogni anno. Ho lavorato in banca per anni e continuo a lavorare nel parabancario. Mi sono avvicinato alla politica anche per promuovere l’idea di uno Stato sano, liberale ma non libero da responsabilità verso chi fa più fatica. Una delle chiavi di volta in questa situazione è la formazione, in particolare il perfezionamento professionale. Con il gruppo PLR a Stabio abbiamo recentemente presentato una mozione per sostenere i più giovani, stiamo studiando ora una forma di aiuto anche per i più anziani. Quei lavoratori over 50 che perdono il posto e a stento ne trovano un altro. Al di là delle leggi federali e cantonali, credo che un Comune forte, che vuole occuparsi dei suoi cittadini, debba confrontarsi anche con questi temi e fare tutto il possibile sfruttando il margine di competenza e anche di investimento a sua disposizione.

La mia famiglia di origine viene da un altro Paese. Qui abbiamo potuto studiare, lavorare e formarci una famiglia. Con questo spirito mi candido al municipio del mio Comune, Stabio, con il preciso obiettivo di perseverare nel creare opportunità per tutti, non per pochi.

 

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