Riarmo del Giappone rallentato da costi in aumento e ritardi nelle consegne
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Riarmo del Giappone rallentato da costi in aumento e ritardi nelle consegne

L'aumento dei prezzi per i sistemi d'arma, in particolare quelli statunitensi, e gli slittamenti nelle forniture mettono a rischio il nuovo Programma di potenziamento della difesa di Tokyo.

7 novembre 2026
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Il potenziamento militare del Giappone rischia di procedere più lentamente del previsto. Mentre il governo lavora al nuovo Programma di potenziamento della difesa, l'aumento dei costi e i ritardi nelle consegne alimentano dubbi sulla capacità di Tokyo di dotarsi degli armamenti pianificati nei tempi e nei modi stabiliti. Lo riferisce il quotidiano Asahi, che cita un rapporto del Ministero della Difesa sullo stato degli acquisti programmati per gli anni fiscali dal 2023 al 2027. Il documento evidenzia come le forniture non stiano seguendo il calendario previsto, con prezzi in forte crescita per numerosi sistemi d'arma, in particolare i velivoli di produzione statunitense. I rincari, spiega il giornale, sono generalizzati. Un aereo da pattugliamento marittimo P-1, che nel bilancio 2023 costava 30,5 miliardi di yen (circa 171 milioni di euro), nel 2026 è salito del 50%, a 46 miliardi. Il caccia F-35A è passato da 13,4 a 18,7 miliardi di yen, l'F-35B da 17,9 a 24,2 miliardi, mentre per l'elicottero SH-60L si è arrivati a 14,3 miliardi dai precedenti 10,1. Tra i fattori che pesano sui prezzi figura l'andamento del cambio. Il bilancio 2023 era stato costruito su un tasso di 137 yen per dollaro; la valuta giapponese si è poi indebolita e, a fronte dei 149 yen ipotizzati per il 2026, il cambio ha sfiorato quota 160.

Anche le consegne procedono a rilento. Entro l'anno fiscale 2026 risultavano acquisiti nove dei 19 P-1 previsti e due dei sei C-2 programmati, mentre gli ammodernamenti sono stati completati su 18 caccia F-15 sui 54 pianificati. Una parte dei ritardi è legata al sistema statunitense delle vendite militari all'estero, il Foreign Military Sales (FMS). Un rapporto della Corte dei conti giapponese, diffuso all'inizio dell'anno, ha rilevato che nelle transazioni FMS tra gli anni fiscali 2018 e 2023 gli slittamenti di cinque o più anni nelle spedizioni erano attribuibili ai produttori americani. Restano inoltre le critiche ricorrenti sul meccanismo, accusato di costringere di fatto Tokyo ad accettare i prezzi fissati da Washington, e sulla capacità del governo di verificare in profondità le quotazioni dei fornitori nazionali e di negoziare condizioni adeguate.

Il nuovo Programma di potenziamento della difesa, atteso entro fine anno insieme alla revisione dei tre documenti chiave sulla sicurezza nazionale, dovrà confrontarsi con queste criticità. Per gli analisti sarà il banco di prova per verificare se il Giappone riuscirà a onorare gli impegni assunti in materia di difesa, nel rispetto di tempi e costi.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni