Fatma Betul Sayan Kaya, già vicepresidente del partito Akp, è accusata di insider trading e appartenenza a un'organizzazione criminale. L'indagine coinvolge centinaia di persone e miliardi di dollari.
Un'ampia indagine su uno scandalo finanziario scoppiato in Turchia in settembre ha portato all'arresto di Fatma Betul Sayan Kaya, un'ex ministra che nelle scorse settimane si era dimessa da vicepresidente del partito Akp del capo di Stato Recep Tayyip Erdogan dopo essere stata iscritta nel registro degli indagati.
Secondo quanto riferiscono i media locali, un tribunale di Istanbul ha disposto la custodia cautelare per Kaya, accusata di aver violato la normativa sui mercati dei capitali e di appartenenza a un'organizzazione criminale dopo essere stata coinvolta in un caso di presunto abuso di informazioni privilegiate (insider trading) riguardo alle azioni di una società quotata in borsa messa sotto inchiesta. L'arresto di Kaya è stato ordinato dopo la sua deposizione presso il tribunale di Istanbul dove è stata interrogata dai magistrati in merito a transazioni sospette che hanno coinvolto azioni di una delle varie società per la gestione del risparmio finite sotto inchiesta che, secondo la Procura della città turca, avrebbe generato rendimenti insolitamente elevati attraverso presunte manipolazioni attuate da alcuni fondi di investimento.
La "crisi dei fondi", come viene chiamata in Turchia, era scoppiata in settembre, quando è stata ordinata la liquidazione di una serie di società per la gestione del risparmio che non erano state in grado di pagare gli investitori che volevano riscattare il proprio denaro e sono accusate di aver operato in modo illegale. Secondo quanto dichiarato dal ministro della Giustizia, al momento, 433 persone sono iscritte nel registro degli indagati e tra queste almeno 113 sono in custodia cautelare, tra cui un ex vice governatore della Banca centrale oltre all'ex ministra della Famiglia Kaya, 186 sono sottoposte a misure di controllo giudiziario e 38 sospetti sono latitanti, mentre sono stati disposti provvedimenti di blocco e misure cautelari su beni e conti bancari appartenenti a 359 persone. Sono in tutto 131 le società per la gestione del risparmio per cui è stata ordinata la liquidazione mentre sono oltre 455mila gli investitori che avevano depositato denaro in queste società, per un valore totale di circa 19 miliardi di dollari.