L'ennesima strage sulla rotta africana verso l'arcipelago spagnolo, considerata una delle più letali al mondo. Recuperati due corpi, altri cinque dispersi in mare.
Un'ennesima strage di migranti è avvenuta sulla rotta migratoria dall'Africa all'arcipelago spagnolo delle Canarie, una delle più letali del mondo, secondo l'Organizzazione mondiale delle migrazioni (OIM). Sette persone sarebbero morte a bordo di un gommone su cui viaggiavano 132 migranti, soccorso a 150 km a nord-est dell'isola di Lanzarote da una motovedetta del Salvataggio marittimo spagnolo.
Sull'imbarcazione i soccorritori hanno recuperato i cadaveri di due persone. Ma, secondo quanto hanno raccontato i sopravvissuti, almeno altri cinque corpi sarebbero stati gettati in mare durante la traversata. I migranti sopravvissuti – 120 uomini e 12 donne – sono stati fatti sbarcare al porto di Arrecife, a Lanzarote, dopo le nove di questa mattina, dove sono stati assistiti dai servizi sanitari e dalla Croce Rossa.
Da sabato e nell'intero fine settimana sono stati almeno 661 i migranti arrivati alle Canarie a bordo di 7 imbarcazioni, secondo i dati diffusi dal Salvataggio marittimo. Altre tre imbarcazioni con a bordo rispettivamente almeno 59, 35 e 35 uomini di origine magrebina, sono state soccorse nelle acque di Lanzarote. Mentre altri tre barconi hanno raggiunto l'isola di El Hierro, la più piccola e lontana dell'arcipelago, rispettivamente con 107, 90 e 30 occupanti a bordo.
Il periodo autunnale coincide con l'intensificazione delle partenze dalle coste africane delle imbarcazioni che sfruttano i venti alisei che soffiano sull'Atlantico settentrionale, rendendo il mare meno agitato e le condizioni di navigazione più favorevoli per le precarie imbarcazioni che partono soprattutto dalle coste di Mauritania, Senegal e Gambia.