La proposta del Segretario generale Antonio Guterres prevede una riduzione di 40,8 milioni di dollari e una riorganizzazione per affrontare le difficoltà di liquidità e i ritardi nei contributi nazionali.
Una bozza di bilancio di austerità e tagli di spesa è stata presentata dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, alla Quinta Commissione dell'Assemblea generale, che si occupa di questioni di bilancio.
Una proposta di spesa di 3,302 miliardi di dollari per il 2027, con una diminuzione di 40,8 milioni di dollari (1,2%) rispetto all'anno fiscale 2026, che a sua volta aveva registrato un calo di oltre il 7% rispetto all'anno precedente. Dietro questa riduzione si cela una riorganizzazione dell'ONU, che si trova ad affrontare difficoltà di liquidità che, è stato sottolineato, i soli tagli non saranno sufficienti a risolvere.
E ciò avviene mentre i conflitti si moltiplicano, i bisogni umanitari aumentano e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile si allontanano. Guterres ha ricordato quanto è stato fatto e si sta facendo per razionalizzare il funzionamento delle Nazioni Unite, una riforma che riguarda sia le strutture amministrative sia le missioni affidate all'istituzione, ha già portato all'eliminazione di 3.116 posizioni e anche gli alti funzionari, con uscite volontarie anticipate e riassegnazioni interne.
La riorganizzazione prevede anche il trasferimento di 44 agenzie verso sedi operative meno onerose, principalmente a Nairobi, in Kenya. Anche i servizi amministrativi saranno consolidati a Ginevra, Nairobi, Vienna e Addis Abeba per ridurre le duplicazioni e conseguire economie di scala. Guterres ha anche proposto l'eliminazione di 14 posizioni dirigenziali di alto livello, tra cui diverse cariche di Vice Segretario Generale e Sottosegretario Generale. I risparmi derivanti verrebbero reinvestiti nelle attività dei servizi interessati.
Sono previste inoltre riduzioni delle missioni politiche e sociali. La chiusura delle missioni in Somalia, Yemen e Iraq, si prevede riduca le risorse previste di 113,5 milioni di dollari. Ma il problema principale rimane quello della liquidità, è stato sottolineato. Le Nazioni Unite restano infatti dipendenti dai contributi nazionali, che vengono versati in ritardo o addirittura non vengono versati affatto, come è il caso degli Stati Uniti, il maggiore contributore al bilancio ordinario.