Messico, vietata la doppia nazionalità per i candidati a presidenza e governatorato
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Messico, vietata la doppia nazionalità per i candidati a presidenza e governatorato

La riforma, firmata dalla presidente Sheinbaum, entrerà in vigore dal 2028 e mira a tutelare l'interesse nazionale, ma l'opposizione critica la limitazione dei diritti.

8 ottobre 2026
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La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha firmato oggi il decreto di riforma costituzionale che vieta ai candidati alla presidenza della Repubblica, alle cariche di governatore degli Stati e di sindaco di Città del Messico di avere una doppia nazionalità. La misura, approvata a maggioranza qualificata dal Senato e dalla Camera dei deputati e successivamente dai 22 parlamenti statali, entrerà in vigore a partire dalle elezioni presidenziali del 2028 e non da quelle di metà mandato del prossimo anno.

Chi possiede un'altra cittadinanza potrà quindi candidarsi soltanto dopo avervi rinunciato e aver completato la procedura prevista dalla legge. La riforma vieta inoltre a chi ricopre tali incarichi di acquisire un'altra nazionalità, utilizzare un passaporto straniero o avvalersi della protezione diplomatica di un altro Stato.

Sheinbaum ha motivato la modifica con la necessità di garantire che l'interesse nazionale prevalga su qualsiasi altro. L'opposizione ha invece contestato la misura, sostenendo che limita i diritti politici dei milioni di messicani con doppia nazionalità, in particolare di quelli emigrati o nati all'estero.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni