La riforma, firmata dalla presidente Sheinbaum, entrerà in vigore dal 2028 e mira a tutelare l'interesse nazionale, ma l'opposizione critica la limitazione dei diritti.
Chi possiede un'altra cittadinanza potrà quindi candidarsi soltanto dopo avervi rinunciato e aver completato la procedura prevista dalla legge. La riforma vieta inoltre a chi ricopre tali incarichi di acquisire un'altra nazionalità, utilizzare un passaporto straniero o avvalersi della protezione diplomatica di un altro Stato.
Sheinbaum ha motivato la modifica con la necessità di garantire che l'interesse nazionale prevalga su qualsiasi altro. L'opposizione ha invece contestato la misura, sostenendo che limita i diritti politici dei milioni di messicani con doppia nazionalità, in particolare di quelli emigrati o nati all'estero.