Le proteste continuano con scontri e interventi della polizia in diverse città, mentre il ministro dell'Educazione incontra le delegazioni studentesche per discutere le loro richieste.
Incidenti anche oggi per la protesta degli studenti, attorno a istituti di Parigi, Lione e Marsiglia, fra gli altri, nonostante il divieto imposto dalle autorità di manifestare nei pressi dei 400 licei chiusi per i disordini.
Nel pomeriggio il ministro dell'Educazione nazionale Edouard Geffray incontrerà delegazioni delle associazioni degli studenti e rappresentanze dei genitori. Secondo quanto detto stamattina dal ministro, la maggior parte dei presidi e dei responsabili di istituto vittime di aggressioni gli hanno assicurato che "le persone che hanno avuto di fronte al momento dei fatti violenti" non facevano parte dei loro studenti.
A Rennes, in Bretagna, i liceali manifestano contro "la mancanza di personale, di risorse" e chiedono "orari meno gravosi". Davanti al liceo Jean-Macé, studenti con il passamontagna e vestiti di nero fronteggiano la polizia.
A Aubervilliers, nord di Parigi, gli studenti del liceo Le Corbusier si sono accampati davanti alle inferriate dell'istituto, chiuso d'autorità, e chiedono "fatti concreti". Uno striscione chiede "più soldi per i licei, non per l'esercito". Con i ragazzi ci sono anche diversi dei loro professori, alcuni con un gilet che mostra la sigla sindacale di appartenenza.
Momenti di tensione si sono registrati quando un gruppo di studenti del vicino liceo Henri-Wallon si è unito al raduno davanti al Le Corbusier, e un gruppo di ragazzi col volto coperto ha provato a forzare le inferriate dell'istituto. La polizia ha disperso il raduno lanciando gas lacrimogeni.
Nella regione di Marsiglia, la mobilitazione prosegue ma con minore intensità di ieri. Oltre 55 istituti non hanno aperto questa mattina e le lezioni sono unicamente a distanza. Secondo la polizia, in 11 licei su 144 del dipartimento Bouches-du-Rhone ci sono stati tentativi di blocco da parte degli studenti o manifestazioni. La polizia è intervenuta con gas lacrimogeni attorno a licei di La Ciotat, Arles e Marsiglia.