Mithat Bulent Ozmen di Eyupsultan è stato messo in custodia insieme ad altre 27 persone. L'episodio si inserisce in una serie di arresti che hanno colpito amministratori locali dell'opposizione in diverse province turche.
Le forze dell'ordine turche hanno messo in custodia per "corruzione" e "turbativa d'asta" 28 persone, tra cui Mithat Bulent Ozmen, sindaco di Eyupsultan, una delle municipalità di Istanbul, eletto con il maggior partito di opposizione al presidente Recep Tayyip Erdogan alle elezioni del 2024.
Nell'ambito dell'indagine, sono state effettuate perquisizioni presso l'edificio della municipalità di Eyupsultan, riferiscono i media locali, mentre da quasi due anni sono in corso operazioni che hanno portato all'arresto per "corruzione" di centinaia di amministratori comunali, tra cui l'ex sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, eletto con l'opposizione ad Erdogan e rimosso dall'incarico dopo essere stato messo in carcere nel marzo del 2025.
Le operazioni per "corruzione" che hanno colpito gli amministratori locali eletti con l'opposizione non si limitano a Istanbul. Solo pochi giorni fa sono state arrestate sempre in base ad accuse di "corruzione" 59 persone, tra cui il primo cittadino di Mersin, una città nella Turchia meridionale, e i sindaci di Yenisehir e Mezitli, due località nella stessa provincia, mentre a partire dal 2025 erano già finiti in custodia anche i primi cittadini o i sindaci di opposizione eletti in municipalità di altre 13 province turche, tra cui Ankara e Smirne. Alcuni di loro sono stati rilasciati ma sono a processo mentre altri si trovano ancora in carcere.
Per quanto riguarda Istanbul, la più grande città della Turchia, alle elezioni amministrative del 2024, il maggior partito di opposizione Chp ha vinto in 26 municipalità su 39 oltre al municipio metropolitano. A poco più di due anni dalle consultazioni, considerando anche il caso di oggi, sono stati arrestati o messi in custodia cautelare in tutto 17 sindaci eletti con l'opposizione su 27 mentre tre di loro sono stati successivamente rilasciati anche se i processi aperti nei loro confronti sono ancora in corso.
Dopo gli arresti, almeno quattro municipalità sono passate al partito Akp di Erdogan, mentre in altre due sono stati nominati amministratori fiduciari.