L'alta Corte si prepara a ribaltare la decisione del Tribunale Supremo che aveva bloccato l'applicazione della legge, spianando la strada al suo potenziale ritorno in Spagna dopo quasi nove anni.
La Corte costituzionale spagnola ha avviato oggi la revisione dei ricorsi di Carles Puigdemont contro la mancata applicazione della legge di amnistia, aprendo la strada al ritorno dell'ex presidente della Generalitat in Spagna e sulla scena politica catalana. La legge, approvata nel giugno 2024 nel quadro dei negoziati fra Pedro Sanchez e i partiti indipendentisti catalani per il voto di fiducia alla sua investitura a premier nel 2023, ha amnistiato i reati di tutti i coinvolti nella stagione indipendentista del 2017, culminata con il referendum secessionista del primo ottobre e la dichiarazione unilaterale di indipendenza.
Tuttavia, il Tribunale Supremo spagnolo ha finora bloccato l'amnistia per Puigdemont - da allora riparato a Waterloo - e altri ex consiglieri del governo catalano, sostenendo che l'uso di fondi pubblici per organizzare il referendum configurasse il reato di malversazione con arricchimento personale, escluso dai benefici della legge.
La corte di garanzia si appresta ora a ribaltare questa interpretazione. Nonostante la relazione iniziale del giudice conservatore José Maria Macias - relativa al ricorso dell'ex consigliere Jordi Turull - sia orientata a confermare la linea restrittiva del Supremo, la maggioranza progressista della Corte costituzionale è pronta a bocciarla, secondo fonti giuridiche citate dai media spagnoli, fra cui La Vanguardia ed El Pais.
Il Tribunale di Giustizia dell'Unione Europea si è già pronunciato nel luglio scorso nel merito della normativa, avallando la compatibilità della legge di amnistia con il diritto dell'Ue.
Dopo il prevedibile rigetto della relazione di Macias, nella seduta odierna, è previsto che il primo pronunciamento dell'alta Corte sui ricorsi presentati da Puigdemont e i sei consiglieri esclusi dall'amnistia sia nella sessione plenaria del prossimo 6 ottobre, che potrebbe spianare il cammino per l'amnistia a Puigdemont e il suo ritorno in Spagna, quasi nove anni dopo la dichiarazione unilaterale di indipendenza della Catalogna.