Il Paese asiatico si conferma leader mondiale per incidenza di over 65, superando Italia e Germania. Aumenta anche l'occupazione tra gli anziani.
Il Giappone conferma il suo primato demografico: la quota di persone con almeno 65 anni ha toccato un nuovo massimo storico, pari al 29,6% della popolazione totale, in aumento dello 0,2% rispetto all'anno precedente. Lo rende noto il ministero degli Affari interni in occasione della "Giornata del rispetto per gli anziani", che si celebra oggi nel Paese. Secondo le ultime stime aggiornate, gli anziani in Giappone sono 36,24 milioni - 15,71 milioni di uomini e 20,54 milioni di donne - con un incremento di circa 20mila unità rispetto all'anno precedente. Nello specifico, gli over 65 rappresentano il 26,3% della popolazione maschile e il 32,6% di quella femminile. Il dato colloca il Giappone al primo posto per incidenza di popolazione anziana tra i 39 Paesi con oltre 40 milioni di abitanti, secondo le proiezioni delle Nazioni Unite. Seguono l'Italia, con il 25,6%, la Germania, pari al 24,2%, e la Francia con una quota del 22,9%. Anche per la fascia degli over 75 Tokyo guida la classifica, con il 17,7% della popolazione, davanti all'Italia al 13,3%. E con l'età cresce anche l'occupazione tra gli anziani: nell'ultimo anno disponibile, gli over 65 che avevano un impiego hanno raggiunto una quota record di 9,43 milioni, con un tasso di occupazione per questa fascia d'età salito al 26%, con punte del 54,5% tra i 65-69enni, del 36,2% tra i 70-74enni e del 12,6% tra gli over 75: tutti valori mai raggiunti prima, anche a fronte della carenza di manodopera che colpisce diversi settori e del calo demografico complessivo. Secondo le proiezioni dell'Istituto nazionale di ricerca sulla popolazione (Ipss), il trend è destinato a proseguire: nel 2045 gli anziani in Giappone dovrebbero salire a 39,45 milioni, pari al 36,3% della popolazione, quando la generazione del baby boom 1971-74 entrerà in questa fascia d'età.