Ceneri e lapilli hanno costretto alla chiusura di otto scali, inclusa la capitale, con oltre 340.000 passeggeri coinvolti e rinvii fino a martedì.
Una enorme fiammata che illumina la notte, poi ceneri e lapilli che riempiono l'aria e una colonna di fumo grigio che si alza gigantesca verso il cielo. A causare tutto questo è stato il vulcano Anak Krakatau, tornato a eruttare tra venerdì e sabato, costringendo per motivi di sicurezza a fermare momentaneamente decolli e atterraggi in otto aeroporti dell'Indonesia, compreso quello di Soekarno-Hatta, che serve la capitale Giacarta. I media internazionali parlano di rinvii e cancellazioni di quasi 3.000 voli per "centinaia di migliaia" di passeggeri: oltre 340.000 da sabato, afferma il governo indonesiano. Inizialmente, le autorità prevedevano di riaprire lo scalo di Giacarta alle 18 di oggi, ma successivamente hanno rimandato per sicurezza di almeno sei ore, come minimo fino allo scoccare della mezzanotte tra lunedì e martedì, sottolinea la Bbc, che intanto riferisce di lunghe code di passeggeri nel principale aeroporto della capitale indonesiana. "La direzione del vento è molto variabile" e le autorità "vogliono avere la certezza assoluta che la cenere vulcanica si allontani dalle aree aeroportuali", ha detto il ministro dei Trasporti indonesiano Dudy Purwagandhi. Da Giacarta il vulcano Anak Krakatau dista appena 150 chilometri. E oggi nell'aria c'era ancora cenere vulcanica, mentre l'agenzia geologica indonesiana definiva "alta" la possibilità di altre eruzioni. L'agenzia di stampa locale Antara riporta che alle scuole della zona è stato ordinato di svolgere per ora le lezioni da remoto. E secondo France Presse, il governo indonesiano ha detto di aver predisposto "sei aeroporti alternativi - tra cui quelli di Giava Orientale, Giava Centrale e Yogyakarta - come opzioni per i voli originariamente diretti a Giacarta", mentre "i gestori aeroportuali metteranno a disposizione servizi di autobus gratuiti per i passeggeri che desiderano partire da altri aeroporti". L'Anak Krakatau è emerso dalle acque circa un secolo fa e il suo nome significa "figlio di Krakatoa": un vulcano che si trovava proprio in questa zona tra Giava e Sumatra e che nel 1883 fu in gran parte distrutto da una serie di violente eruzioni che uccisero 36.000 persone. Alla fine del 2018, una potente eruzione dell'Anak Krakatau provocò invece uno tsunami che uccise più di 400 persone. Con i suoi 127 vulcani attivi, l'Indonesia si trova nel pieno della cosiddetta "Cintura di Fuoco": una zona altamente sismica a forma di arco che attraversa il mondo per decine di chilometri snodandosi dalle zone orientali dell'Asia e dell'Oceania fino a quelle occidentali delle Americhe.