La misura, in vigore da luglio, mira a preservare il sito da danni e comportamenti inappropriati legati a scatti fotografici per i social media.
Il tempio Seiraiin, nel celebre quartiere di Gion a Kyoto, ha deciso di vietare l'ingresso in kimono a causa del comportamento "irrispettoso" di alcuni turisti.
Lo racconta il sito online Japan Today, che spiega come la misura, in vigore da luglio, riguarda anche gli abiti "in stile giapponese" e i costumi, e mira a preservare il sito dalle conseguenze di scatti fotografici sempre più irriguardosi.
Fondato circa seicento anni fa, il Seiraiin è noto per il giardino paesaggistico e per il dragone bianco dipinto sul soffitto della sala principale. La sua estetica tradizionale lo rendeva una meta ideale per visite in kimono, ma la direzione ha deciso di invertire la rotta dopo che sono stati segnalati episodi ricorrenti di danni materiali e comportamenti inappropriati.
Secondo quanto riferito dal sito, che cita le direttive del tempio, numerosi visitatori - per la stragrande maggioranza in kimono - utilizzavano l'area come set fotografico personale, limitando l'accesso da parte di fedeli e appassionati d'arte. Nello specifico sono stati registrati accessi non autorizzati a zone riservate, incursioni nei giardini zen e danneggiamenti di porte scorrevoli aperte senza permesso durante i servizi fotografici.
Il provvedimento, sottolinea la stessa struttura, "non intende stigmatizzare l'abito tradizionale in sé", ma risponde alla necessità di arginare una tendenza ormai fin troppo diffusa: anteporre l'immagine da condividere sui social al rispetto del luogo e della comunità. Il Seiraiin, segnala il Japan Today, è uno dei templi che appartengono al complesso del Kenninji che già nel novembre scorso aveva pubblicato un avviso sul proprio sito, ricordando che "il tempio non è uno studio fotografico né un parco a tema", e che i visitatori maleducati sarebbero stati invitati ad allontanarsi.
La decisione più recente fa parte dell'ampio dibattito sull'eccesso di turismo a Kyoto, dove l'afflusso record di visitatori sta mettendo a dura prova siti storici e luoghi di culto. Finora il Seiraiin risulta essere l'unico tempio ad aver adottato un divieto esplicito del kimono, ma secondo molti osservatori altri monumenti religiosi potrebbero seguire l'esempio.