"In ottemperanza alle mie istruzioni e in attuazione della legge che abbiamo approvato, oggi è iniziato lo sgombero del complesso dell'Unrwa a Kafr Aqab a Gerusalemme. Lo Stato di Israele non permetterà che un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in atti di terrorismo nella strage del 7 ottobre operi sul suo territorio e agirà contro di essa con ogni mezzo". Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in una nota.
Dal canton suo, il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir ha dichiarato: ''Questa mattina, ingenti forze della polizia israeliana hanno sgomberato l'Unrwa a Kafr Aqab. Unrwa è un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in attività terroristiche e che ha ripetutamente fatto da copertura a Hamas. La sovranità non si proclama, si conquista. Gerusalemme è la capitale dello Stato di Israele e tale rimarrà. Chiunque vi stabilisca dei covi del terrore verrà espulso''.
Ben Gvir ha inoltre postato su X un'immagine del centro training dell'Unrwa, che si trova tra il villaggio Kafr Aqab e il checkpoint Calandia a nord di Gerusalemme - in un'area che Israele riconosce come municipalità israeliana - in cui si vede issata la bandiera israeliana, aggiungendo la didascalia ''l'Unrwa è nelle nostre mani'' (parafrasando la frase iconica nella narrativa israeliana ''Il Monte del Tempio è nelle nostre mani'', pronunciata dall'allora generale Mordechai Gur dopo la conquista dell'area da parte di Israele nella guerra dei sei giorni del 1967).
La reazione dell'Unrwa non si è fatta attendere: ''Questa mattina l'Idf ha fatto irruzione con la forza nel Centro di Formazione Unrwa di Calandia (Ktc), nella Gerusalemme Est occupata. Al momento dell'irruzione, sul posto erano presenti circa 20 membri dello staff. Successivamente, funzionari israeliani hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in cui affermavano che la struttura è stata occupata dalle autorità israeliane''.
''L'Unrwa - in una nota dal quartiere dell'organizzazione ad Amman - condanna senza riserve questa incursione: l'ingresso di forze di sicurezza armate in una struttura Onu, senza l'autorizzazione o il consenso Onu, è inaccettabile. Il Ktc è una struttura protetta dai privilegi e dalle immunità concessi all'organizzazione dal diritto internazionale'', aggiunge il comunicato, che riporta come ogni anno, il centro offra ''a centinaia di studenti rifugiati palestinesi provenienti dai campi profughi di tutta la Cisgiordania l'accesso a una formazione professionale gratuita e un percorso verso una maggiore indipendenza economica''.
Il comunicato invita la comunità internazionale ad agire con decisione per ''salvaguardare l'inviolabilità del Ktc e di tutte le altre strutture Onu nella Gerusalemme Est occupata''.