Il presidente Zelensky invoca l'invio di più Patriot dopo la morte di 16 civili, mentre l'Europa rafforza le difese aeree e la NATO monitora le incursioni russe.
Notte d'inferno a Kiev, colpita da un massiccio attacco missilistico russo, responsabile alla fine di un altissimo numero di vittime civili. Almeno 16, stando agli ultimi dati disponibili.
I bombardamenti hanno colpito anche un ospedale pediatrico, suscitando la rabbia dei residenti della capitale e degli ucraini in generale. Il presidente, Volodymyr Zelensky, è tornato ad invocare a gran voce la necessità di rafforzare i trasferimenti di intercettori da parte dei partner occidentali, in particolare Patriot. Perché sono gli unici ormai in grado di fermare i missili balistici di Mosca.
"Purtroppo, mentre la Russia investe in razzi e continua nell'escalation, il mondo non sempre reagisce in modo adeguato", ha affermato Zelensky. L'attacco nella capitale è durato nove ore. Kiev per la verità da alcuni giorni si preparava ai raid. "È stato un attacco massiccio: i russi lo hanno preparato a lungo e hanno combinato vari tipi di missili balistici, missili da crociera e droni", ha spiegato Zelensky.
Secondo l'aeronautica militare, Mosca ha lanciato almeno 44 missili, di cui 39 sono stati abbattuti. Il ministero della Difesa russo ha affermato di aver colpito "strutture militari-industriali, un centro di trasporto e logistica e alcuni magazzini", a Kiev e nella regione circostante. Peccato che, come spesso accade, ci siano finiti di mezzo i civili, o a causa di deviazioni o perché presi di mira intenzionalmente, secondo la strategia del Cremlino di spezzare il morale del fronte interno. Peraltro, anche le infrastrutture civili nelle regioni di Odessa e Chernihiv sono state colpite
"La Russia sta perdendo la guerra che ha iniziato e sta reagendo prendendo di mira civili e infrastrutture civili", ha scritto sui social la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. "Stiamo lavorando con gli Stati membri e i nostri partner per sostenere le capacità anti-balistiche ucraine, in modo che l'Ucraina abbia i mezzi per prevenire la perdita di vite umane, ovvero la priorità più urgente", ha aggiunto.
Il quadro, va detto, si sta complicando anche per l'Europa. Mosca agisce in modo sempre più spregiudicato e lo confermano le incursioni ormai quasi giornaliere nei cieli alleati. Non a caso il raid ha suscitato reazioni in materia di sicurezza nei paesi confinanti, tra cui la Polonia e la Romania, entrambi membri della Nato.
Il comando militare polacco ha infatti dichiarato di aver mobilitato velivoli e attivato le difese aeree volte a proteggere il proprio spazio aereo, in particolare nelle zone confinanti con l'Ucraina, mentre il ministero della Difesa rumeno ha riferito che durante la notte i sistemi radar hanno rilevato bersagli aerei in prossimità del confine ucraino, determinando l'intervento di due caccia spagnoli e di un elicottero dell'aeronautica militare rumena.
Sempre Bucarest ha poi inviato un F-16 per intercettare e distruggere un drone marino carico di esplosivo a centinaia di metri dal progetto di estrazione di gas offshore Neptun Deep, nel Mar Nero. "Non proveniva dall'Ucraina", ha sottolineato il ministro della Difesa Radu Miruta su Facebook senza aggiungere maggiori dettagli.
Gli analisti militari sono sempre più nervosi e segnalano attività militari alleate "anomale" nell'area baltica, specie nei pressi dell'enclave russa Kaliningrad. Secondo l'Alleanza, però, si tratta solo di manovre di routine, supervisionate dagli Usa. "La Nato è un'alleanza difensiva e gli alleati perfezionano costantemente le proprie capacità operative", ha garantito un portavoce.