La sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), che avalla la legge di amnistia per i coinvolti nella stagione secessionista nel 2017 in Spagna, "è una vittoria della Catalogna e, in particolare, una vittoria dell'indipendentismo".
Lo ha detto in dichiarazioni ai media il segretario generale del partito Junts per Catalunya (Junts, letteralmente uniti per la Catalogna, di orientamento indipendentista-sovranista e socioliberale), Jordi Turull, nell'esigere l'applicazione dell'amnistia a tutti i singoli implicati nei processi ancora aperti presso i tribunali spagnoli.
Fra questi, quello che vede accusato - per malversazione e arricchimento personale per il presunto dirottamento dei fondi per il referendum indipendentista del primo ottobre 2017 - il presidente di Junts, Carles Puigdemont, da nove anni riparato in Belgio e tuttora colpito da un ordine di arresto.
Secondo Turull, "la cupola giudiziaria spagnola è piena di magistrati giustizieri che continuano a bloccare l'applicazione della legge" di amnistia. "Sono giudici che fanno politica con le toghe. Ma non ci sono più scuse per rendere effettiva l'applicazione della legge di amnistia. La Corte costituzionale deve risolvere questo conflitto", ha aggiunto il segretario di Junts.
La Corte costituzionale il 26 giugno 2025 ha avallato la legge di amnistia, approvata dal Congresso spagnolo nel 2023, con sei voti favorevoli e quattro contrari, respingendo il ricorso presentato dal Partido Popular (Pp, Partito popolare, di centro-destra) e l'idea che si trattasse di una "autoamnistia".
Ma il Tribunale supremo, con il giudice istruttore del processo agli indipendentisti, si è rifiutato di applicare l'amnistia a Puigdemont e altri, ritenendo che ci sia stato un arricchimento personale nella malversazione di fondi, ipotizzando la lesione di interessi dell'UE.
Dopo il pronunciamento della CGUE, l'ultima parola spetta ora alla Corte costituzionale spagnola, che sta esaminando il ricorso presentato da Puigdemont, ma non entrerà nel merito prima di ottobre, alla fine della pausa giudiziaria estiva. Se la Corte darà ragione all'ex "president", il Tribunale supremo sarà obbligato a ritirare l'ordine di arresto per Puigdemont. "Ci sono giudici che stanno facendo abuso d'ufficio non applicando la norma", ha insistito Turull.
"L'aggressione sediziosa del diritto non dovrebbe restare impune, ancora meno dovrebbe essere ricompensata". È invece quanto ha dichiarato l'ex presidente del governo spagnolo, José Maria Aznar, dopo l'avallo della Corte di giustizia europea alla legge di amnistia.
Intervenendo a un forum del Partito popolare europeo (Ppe, di centro-destra) a Madrid, Aznar ha segnalato che in Spagna "certe pretese nazionaliste albergano la speranza di scuotere i cimenti dell'UE" e che oggi "è un ottimo momento" per ribadire che quando si attacca l'integrità costituzionale di uno Stato membro "l'aggredito è l'intero sistema istituzionale europeo", riferisce l'agenzia di stampa spagnola Efe.