Un governo tecnocratico dovrebbe assumere il controllo della Striscia e costruire una città di circa 50.000 edifici; Stati Uniti e IDF pianificano i lavori mentre si teme l'attacco di Hamas
Parallelamente all'attività del governo tecnocratico che dovrebbe assumere il controllo della Striscia di Gaza e avviare il processo di ricostruzione, edificando una città sulle rovine di Rafah con circa 50.000 edifici in un'area priva di terroristi, sono stati avviati contatti con aziende in Israele per l'abbattimento di edifici danneggiati. Lo riferisce il sito di notizie israeliano Walla.
Secondo fonti della sicurezza «si tratta di quantità enormi di macerie che devono essere trasformate in materiali da costruzione riciclati, portarne via una gran parte e spianare l'area per costruirvi nuove case. Tutto questo avviene prima ancora che Hamas deponga le armi e che la Striscia venga smilitarizzata».
Un altro funzionario della difesa ha aggiunto che «a questo ritmo non ci sarà altra scelta che riprendere i combattimenti per disarmare Hamas e distruggere le sue infrastrutture sotterranee in cui si nasconde, gestisce i preparativi per la guerra con Israele, produce armi e nasconde depositi di armamenti».
L'esercito (IDF) intanto sta portando avanti una vasta attività ingegneristica nell'area di Rafah, in coordinamento con gli Stati Uniti, per preparare il terreno. Contemporaneamente sono stati avviati da parte statunitense bandi relativi alle questioni ingegneristiche, che richiederanno l'ingresso nella Striscia di Gaza di numerosi macchinari sotto pesante scorta.
Secondo le stime delle fonti militari israeliane, Hamas ha un interesse evidente a sabotare qualsiasi processo che gli tolga autorità e controllo, e quindi si prevede che tenterà di attaccare le infrastrutture e danneggiare indirettamente il progetto. Questa questione è un'altra delle ragioni per cui l'IDF si sta preparando a una nuova fase di combattimenti contro Hamas.