Burnham è l'unico candidato al momento, ma Darren Jones e Al Carns potrebbero costringerlo a dibattiti estivi e allungare i tempi fino a settembre
Il risultato non è in discussione, ma i tempi non sono ancora del tutto definiti. È lo scenario della procedura per il passaggio di consegne in casa laburista fra il premier dimissionario britannico Keir Starmer e il successore annunciato, l'ex sindaco di Manchester Andy Burnham, all'indomani del discorso con il quale sir Keir - travolto dall'impopolarità nel paese e dalla perdita di fiducia all'interno dello stesso Labour - ha reso nota la decisione di lasciare la leadership del partito e del governo.
La partita, tecnicamente, scatterà fra il 9 e il 16 luglio, con la prevista presentazione della candidature alla successione dinanzi al Comitato esecutivo nazionale laburista. Al momento in campo c'è solo quella di Burnham - esponente progressista della "soft left" interna sostenuto dalla stragrande maggioranza degli oltre 400 deputati del gruppo parlamentare di maggioranza e in testa anche ai sondaggi condotti fra gli iscritti - già impegnato a costruire un suo team governativo. Se la situazione resta questa, l'ex sindaco sarà incoronato ipso facto il 16 ed entrerà a Downing Street il 17.
Dopo la rinuncia formalizzata ieri dell'ex ministro della sanità Wes Streeting, pretendente della destra ex blairiana che ha preferito allinearsi "ad Andy", sono tuttavia spuntati altri due deputati che starebbero valutando - ammesso che trovino i numeri per farlo - se provare a candidarsi, per spingere se non altro Burnham a sottoporsi anche al voto della base: nel qual caso i tempi del cambio della guardia formale con sir Keir si allungherebbero fino a settembre.
Secondo la BBC si tratta del ministro Darren Jones, residuo fedelissimo di Starmer, e di Al Carns, ex militare di carriera eletto deputato per la prima volta nel 2024 e senza alcuna storia politica alle spalle, dimessosi poche settimane fa dalla carica di viceministro della difesa in polemica con il mancato rispetto degli impegni sugli stanziamenti per il riarmo imputati al premier.
Jones e Carns, per entrare in lizza, devono in effetti trovare prima l'appoggio di almeno 81 altri deputati laburisti, numeri di cui al momento non sembrano disporre. I due - sondaggi alla mano - non avrebbero d'altra parte alcuna chance di sconfiggere il cosiddetto "Re del Nord" in uno scrutinio fra gli iscritti, ma potrebbero se non altro costringerlo a una serie di dibattiti estivi pubblici, evitando una designazione "verticistica" e cercando di condizionarlo nella definizione di una squadra di governo a cui Burnham sta già lavorando.
Squadra nella quale la prima casella da assegnare sarà quella cruciale di cancelliere dello Scacchiere, responsabile del Tesoro, del bilancio e delle finanze, per la quale viene evocato il nome di Ed Miliband, oggi all'energia, considerato però "troppo di sinistra" da una parte della nomenklatura laburista, oltre che dalla City e dalla stampa di destra o di establishment, e "troppo ecologista" da alcune organizzazioni sindacali vicine ai lavoratori dell'industria del petrolio.
Di qui le ipotesi alternative di figure più "centriste" o "pro business" come John Healey, ex ministro della difesa con Starmer; Yvette Cooper, tuttora titolare degli esteri; o ancora lo stesso Streeting. Appare invece segnata la sorte della contestata cancelliera uscente, Rachel Reeves, troppo legata all'eredità starmeriana e alle critiche sui risultati di politica economica del governo dimissionario, additata inoltre di recente come "frenatrice" sulle spese militari.