La direttiva aggiunge la sextortion, allunga i termini di prescrizione fino a 32 anni dalla maggiore età e impone obblighi di segnalazione; tre anni per il recepimento
Il Consiglio UE e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sull'aggiornamento delle norme di diritto penale dell'UE in materia di abusi sessuali sui minori e sfruttamento sessuale dei minori. Le norme riviste, spiega la presidenza di turno del Consiglio UE, estenderanno l'ambito di applicazione a un maggior numero di reati, prevedendo sanzioni più severe e garantendo un perseguimento penale più efficace, anche grazie all'allungamento dei termini di prescrizione.
Per tutelare meglio i minori, il nuovo quadro normativo stabilisce regole chiare in materia di consenso e rafforza l'assistenza alle vittime. "È nostro dovere proteggere i minori dagli abusi sessuali. Oggi stiamo compiendo un passo decisivo per rafforzare tale protezione in tutta l'UE", ha dichiarato a nome della presidenza il ministro della Giustizia cipriota Costas Fytiris.
In particolare, la direttiva introduce nuovi reati, tra cui la sextortion, il reato relativo all'uso dell'intelligenza artificiale per commettere abusi sessuali su minori e l'organizzazione di viaggi allo scopo di commettere questo tipo di reati. Sono poi rafforzate le norme sull'adescamento di minori a fini sessuali e sono allungati i termini di prescrizione. Per i reati più gravi, il termine è di 32 anni a partire dalla maggiore età, in modo che una vittima possa sporgere denuncia ed essere ancora perseguibile, ad esempio, fino all'età di 50 anni. Sono previsti infine obblighi di segnalazione più stringenti in caso di sospetto di reati di abuso sessuale su minori.
L'accordo provvisorio dovrà ora essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento. Una volta in vigore, i governi nazionali avranno tre anni di tempo per adeguare i propri codici penali alla direttiva UE rivista.