Estero

Morto a 95 anni Camillo Ruini, eminenza grigia della Chiesa italiana e della politica

Ex vicario di Roma e presidente della Conferenza episcopale italiana, noto per il ruolo nei rapporti Stato-Chiesa e per le posizioni conservative sui valori non negoziabili

16 giugno 2026
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È morto il cardinale Camillo Ruini, pezzo da novanta della Chiesa italiana, a lungo vicario di Roma e poi anche presidente della Conferenza episcopale italiana. Ruini, lo scorso settembre, era stato ricoverato per alcuni disturbi renali ma poi si era ripreso. Si era aggravato il 21 maggio scorso e aveva deciso di restare a casa, dove si alternavano medici e infermieri per assisterlo anche con l'ossigeno. Originario di Sassuolo, aveva compiuto 95 anni lo scorso 19 febbraio.

La Diocesi di Roma, in una nota di cordoglio, rende omaggio al cardinale sottolineando il suo ruolo di gran tessitore dei rapporti tra Stato e Chiesa. "La sua guida ha lasciato un segno profondo della sua intelligenza nell'interpretare la presenza dei cristiani nella città, unendovi la responsabilità di Presidente della Conferenza episcopale della Chiesa italiana", ricorda la Diocesi sottolineando anche la capacità di interpretare la dimensione sociale e politica dell'Italia: "acuto nel discernere le svolte del Paese, ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos".

Ruini fu un punto di riferimento dell'episcopato conservatore. Romagnolo, grande sostenitore della Chiesa dei valori non negoziabili, da aborto a eutanasia (negò i funerali a Welby e fece una battaglia senza quartiere su Eluana Englaro), vicinissimo prima a Giovanni Paolo II, ma poi soprattutto a Benedetto XVI, era considerato un'eminenza grigia anche nella politica; nota era la sua vicinanza all'ex premier Silvio Berlusconi. È stato cardinale vicario per la diocesi di Roma e arciprete della basilica papale di San Giovanni in Laterano dal primo luglio 1991 al 27 giugno 2008 e presidente della Conferenza episcopale italiana dal 7 marzo 1991 fino alla stessa data del 2007 e presidente della Conferenza episcopale laziale.

Ha ricoperto anche la carica di presidente della commissione internazionale di inchiesta su Medjugorje, del progetto culturale della Chiesa italiana e, dal 2010 al 2015, del comitato scientifico della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI.

Di recente aveva avuto uno scambio affettuoso con la premier Giorgia Meloni in occasione della celebrazione di una messa per Giovanni Paolo II nella basilica di San Pietro, tanto che in un'intervista al Corriere della Sera per i suoi 95 anni aveva dichiarato: "Su Giorgia Meloni il giudizio è decisamente positivo sotto entrambi gli aspetti, sia politico sia personale".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni