I detenuti, arrestati il 24 maggio da gruppi affiliati alle Laaf nel sud della Libia, provengono da nove Paesi e sono in sciopero della fame con problemi di salute
Dal 1° giugno e almeno fino al 4 giugno 2026 le persone detenute hanno portato avanti uno sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione e contro il diniego di accesso agli avvocati e alle famiglie. Preoccupati per la presenza di numerosi uomini armati, il 17 maggio 2026 gli oltre 200 partecipanti del convoglio terrestre diretto verso la Striscia di Gaza hanno interrotto il viaggio, accampandosi a circa nove chilometri da Sirte. Una settimana dopo una delegazione di dieci persone si è diretta verso Sirte per chiedere alle autorità locali l'autorizzazione a proseguire il viaggio. Un gruppo armato affiliato alle Laaf le ha arrestate a un posto di blocco nei pressi della città, senza informarle delle ragioni. Il gruppo di attivisti il 3 giugno è stato interrogato dalla procura e accusato di "assembramento non autorizzato" alla presenza di un avvocato. Al termine dell'interrogatorio, ne è stata disposta la detenzione preventiva per dieci giorni. Successivamente, le autorità le hanno trasferite presso la sede dell'Agenzia per la sicurezza interna, sempre a Bengasi. Per la prima volta dall'arresto, è stato loro consentito di contattare le proprie famiglie. Dall'inizio dello sciopero della fame, diversi detenuti hanno accusato problemi di salute. Ciononostante, stanno ricevendo un'assistenza medica pressoché nulla all'interno del centro di detenzione di Bengasi gestito dall'Agenzia per la sicurezza interna, un gruppo armato che opera sotto l'autorità delle Laaf e il cui coinvolgimento in detenzioni arbitrarie, torture, maltrattamenti e sparizioni forzate è ampiamente documentato. Al 4 giugno 2026, l'Agenzia continuava a negare a un detenuto di poter prendere regolarmente i suoi farmaci per il diabete. Diverse persone detenute hanno registrato un calo dei livelli di zucchero nel sangue; alcune sono svenute e una ha avuto una crisi epilettica. Ulteriori informazioni
Il Convoglio terrestre Global Sumud, spiega Amnesty, è una missione umanitaria civile partita dalla Mauritania il 25 aprile 2026 con l'obiettivo di rompere l'assedio illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza, consegnare aiuti umanitari salvavita e sostenere gli sforzi di ricostruzione e riabilitazione.