Il presidente indica possibili elezioni tra fine settembre e metà novembre; potrebbe dimettersi per correre come capolista del Partito Progressista Serbo (SNS)
Il presidente serbo Aleksandar Vučić, dopo mesi di tentennamenti, ha detto che le elezioni anticipate, chieste a gran voce dall'opposizione e dal movimento studentesco, si dovrebbero tenere tra fine settembre e metà novembre, sebbene la legislatura scada a fine 2027.
Vučić ha lasciato anche aperta la possibilità che per allora possa dimettersi dalla carica di presidente, alla quale comunque non potrebbe più concorrere avendo già svolto due mandati, per correre alle politiche, probabilmente aspirando alla carica di premier, come fece in Russia Vladimir Putin diversi anni fa. Se ne parla in questi giorni sui media serbi.
Gli analisti ritengono che si tratti soprattutto di una questione di tattica e strategia e che le dimissioni gli darebbero la possibilità di partecipare pienamente alla campagna elettorale come capolista del suo Partito Progressista Serbo (SNS) e potenzialmente come nuovo primo ministro.
Durante la sua visita in Cina, giunta oggi al quinto giorno, Vučić ha dichiarato che "se presentasse le dimissioni entro 90 giorni, dovrebbero essere indette le elezioni, poiché così prevede la Costituzione". Ad affrontarlo ci sarà la lista del movimento studentesco.
L'analista politico Djordje Vukadinović afferma che Vučić "continua a fare ciò che sa fare meglio: mescolare incessantemente le carte, lasciando gli osservatori nell'incertezza su dove sia la pallina e quali saranno le sue prossime mosse". In questo contesto va interpretata anche la sua dichiarazione secondo cui "non sa chi sarà il presidente della Serbia a ottobre".