Estero

Cina difende sanzioni a imprese giapponesi per timori di remilitarizzazione

Pechino afferma che 20 entità sono nella lista di controllo e altre 20 nella watch list, collegando le misure a controlli su terre rare e materiali strategici

28 maggio 2026
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La Cina ha difeso le restrizioni commerciali imposte nei mesi scorsi contro aziende giapponesi, accusando Tokyo di favorire la "remilitarizzazione" del Paese e persino ambizioni di armamento nucleare.

Secondo quanto riportato dal China Media Group, nel briefing settimanale del ministero del Commercio, il portavoce He Yadong ha ricordato che Pechino ha inserito "20 entità giapponesi nella lista di controllo alle esportazioni e altre 20 nella watch list", sostenendo che le misure sono "del tutto giustificate, ragionevoli e legali". Le restrizioni erano state annunciate già a febbraio nell'ambito dell'inasprimento dei controlli cinesi sulle esportazioni di terre rare e materiali strategici, in un contesto di crescente tensione tra Cina e Giappone su sicurezza regionale e Taiwan.

He ha affermato che la Cina applica i controlli all'export "in conformità con leggi e regolamenti" e che le richieste di licenza per usi civili conformi vengono esaminate regolarmente. Il portavoce ha poi accusato direttamente il governo giapponese e la premier Sanae Takaichi di essere responsabili delle "serie difficoltà" attraversate dalle relazioni bilaterali. "La responsabilità ricade interamente sulla parte giapponese", ha detto He, invitando Tokyo a "riflettere sinceramente sui propri errori" e a creare le condizioni per il ritorno a normali scambi tra i due Paesi.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni