L'epidemia da ceppo Bundibugyo si diffonde rapidamente: scontri e violenze ostacolano la risposta sanitaria, oltre 750 casi sospetti
Massimo livello di rischio epidemico nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) per il virus Bundibugyo Ebola. L'Organizzazione mondiale della sanità alza l'allerta a fronte di un'epidemia che si sta diffondendo velocemente e che i sistemi sanitari locali stentano a controllare, mentre il clima nel Paese si fa sempre più infuocato con la segnalazione di scontri e violenze. Resta invece ‘basso’ il livello di rischio segnalato dall'Oms a livello globale.
A fare il quadro della situazione, con un aggiornamento dei dati relativi a casi e decessi, è stato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa da Ginevra: "Il rischio epidemico è passato da ‘alto’ a ‘molto alto’ a livello nazionale nella Rdc - ha annunciato -. L'epidemia di Ebola nel Paese si sta diffondendo rapidamente e stiamo rivedendo la nostra valutazione del rischio, che ora è molto elevato a livello nazionale, elevato a livello regionale e basso a livello globale". Ma a preoccupare è anche l'esplosione della violenza in Rdc, in un generale contesto di caos e con migliaia di rifugiati e sfollati concentrati nelle aree rurali maggiormente colpite dall'epidemia.
Oggi manifestanti hanno dato fuoco alle tende utilizzate per isolare i pazienti presso l'ospedale di Rwampara, dopo che ai familiari e agli amici di un giovane è stato impedito di portare via la salma per la sepoltura. "Tutto è iniziato quando un uomo di 24 anni, figlio di un soldato, è morto in ospedale", ha dichiarato un funzionario della struttura sanitaria. "La famiglia voleva che consegnassimo la salma per poterla seppellire, ma date le circostanze è impossibile", ha aggiunto il funzionario. Le sepolture frettolose delle vittime, presumibilmente decedute a causa della febbre emorragica virale, inoltre, sono state accolte con sospetto: molti nella popolazione, infatti, non credono all'esistenza dell'epidemia. Con la tensione alle stelle, l'esercito è stato schierato per garantire la sicurezza. Nelle zone rurali, i riti funebri rappresentano un grande rischio: i cari si gettano sui corpi, toccando i cadaveri e gli abiti dei defunti, mentre organizzano riti funebri che radunano moltissime persone, il che spiega i numerosi casi di contaminazione. Inoltre, in varie aree non sono ancora state allestite aree di isolamento e triage e i casi sospetti vengono mescolati con altri pazienti nei reparti ospedalieri, con un alto rischio di infezione. "La violenza e l'insicurezza stanno ostacolando la risposta all'epidemia", ha avvertito Tedros.
Attualmente i casi sospetti in Rdc hanno superato i 750 e i decessi sospetti sono 177. La situazione in Uganda è stabile, con due casi confermati in persone che hanno viaggiato dal Congo e un decesso, mentre un primo caso sospetto è stato registrato in Kenya nella città di Eldoret, a nord del Paese. Inoltre, ha affermato Tedros, "un cittadino americano che ha contratto l'Ebola in Congo è attualmente ricoverato in ospedale in Germania. E un altro cittadino americano, considerato un contatto ad alto rischio, è stato trasferito nella Repubblica Ceca". Intanto, l'Ue stanzia 15 milioni di euro per la risposta all'epidemia nella Rdc e nel weekend ci sarà un ponte aereo con l'Unicef per inviare 100 tonnellate di forniture in Congo. E si mobilita anche il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (Wfp), con iniziative di assistenza alimentare, trasporto di operatori umanitari e invio di materiale medico. Sul fronte scientifico, gli esperti dell'Oms hanno annunciato che sono allo studio dei possibili vaccini contro l'attuale ceppo epidemico Bundibugyo Ebola, ma ci vorrà del tempo. Non essendoci attualmente terapie specifiche, gli sforzi per contenere la diffusione del virus, avvertono, si basano principalmente sul rispetto delle misure preventive e sulla rapida individuazione dei casi.