Si riuniscono a Parigi oggi e domani i responsabili delle economie dei Paesi del G7, provando a unire i loro sforzi per trovare il modo migliore per affrontare le crisi e i conseguenti squilibri nel mondo. Riflettori sulla presidenza francese che, con il ministro Roland Lescure, tenterà, insieme con il governatore della Banque de France François Villeroy de Galhau, di riportare l'amministrazione americana nel campo del multilateralismo.
Gli squilibri mondiali e il modo di affrontarli sono il tema centrale della ministeriale e il presidente Emmanuel Macron ha incaricato a marzo quattro economisti di fama mondiale di elencare e analizzare questi squilibri. Il loro rapporto, pubblicato dopo pochi giorni, ha messo nel mirino i pesanti deficit degli Stati Uniti e l'eccedenza commerciale della Cina, con il sovradimensionamento delle sue capacità industriali che rappresenta una minaccia per interi settori dell'industria europea.
Anche se non siamo in presenza ancora di una crisi finanziaria mondiale "il modo in cui si sviluppa da una decina d'anni l'economia globale è chiaramente insostenibile - ha spiegato la settimana scorsa Lescure - con tre grandi zone, ognuna con le proprie sfide: la Cina che non consuma abbastanza, gli Stati Uniti che consumano troppo e l'Europa che non investe abbastanza. Questi squilibri mondiali sono diventati un tema comune che è la priorità al tavolo di questo G7".
Le discussioni non si annunciano facili, "non vi nascondo che non siamo d'accordo su tutto - ha dichiarato il ministro francese - in particolare con i nostri amici americani, con i quali abbiamo disaccordi di base, in particolare sul futuro del commercio internazionale". Gli americani sono presenti a Parigi con il segretario al Tesoro, Scott Bessent, che fonti francesi considerano "non proprio il più malleabile" dell'amministrazione. E che difenderà la visione trumpiana di utilizzare i dazi per riassorbire il deficit commerciale con la Cina e l'eccedenza commerciale europea con gli Usa.