Estero

Ramy Shaath rischia l'espulsione dalla Francia

La prefettura di Nanterre parla di "grave minaccia all'ordine pubblico" e cita legami con gruppi filo-palestinesi; udienza il 21 maggio

15 maggio 2026
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L'attivista palestinese Ramy Shaath rischia l'espulsione dalla Francia, in quanto la sua presenza nel Paese viene considerata una "grave minaccia all'ordine pubblico": lo ha dichiarato il suo avvocato, Damia Taharraoui, all'agenzia France Presse.

L'attivista, che ha scontato 900 giorni di carcere in Egitto tra il 2019 e il 2022 per incitamento al disordine pubblico, venne poi rilasciato e consegnato alla Francia dopo che Emmanuel Macron aveva difeso la sua causa con il Cairo.

Ora però le cose sembrano mettersi di traverso. "La prefettura di Nanterre (vicino Parigi, ndr.) ci ha comunicato l'intenzione di avviare un procedimento di espulsione", ha riferito il legale, precisando che Shaath dovrà comparire davanti alla commissione provinciale delle espulsioni il 21 maggio.

La prefettura critica, in particolare, i legami dell'attivista con "diverse figure della causa palestinese in Francia" e con gruppi filo-palestinesi, tra cui Urgence Palestine, che lui stesso ha contribuito a fondare dopo l'attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023. La prefettura lo accusa, tra l'altro, di essere "ostile a qualsiasi cessate il fuoco, di volere che la guerra tra Hamas e l'esercito israeliano continui, nella speranza che l'Iran vi partecipi", citando "ripetute azioni e dichiarazioni controverse" durante apparizioni pubbliche.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni