Estero

Usa: tribunale sospende sanzioni contro relatrice Onu Albanese

14 maggio 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

La decisione di un giudice distrettuale ferma le sanzioni che l'amministrazione Trump aveva imposto alla Relatrice Speciale dell'Onu sulla Palestina, Francesca Albanese, che non aveva risparmiato critiche anche a Washington nelle sue posizioni ferme ed esplicite di condanna verso l'operato di Israele durante la campagna contro Hamas nella striscia di Gaza.

È la stessa Albanese ad annunciare in un post su X la svolta in una vicenda con importanti echi anche nel parlamento italiano dove la sinistra - che aveva fatto quadrato attorno alla relatrice Onu - parla oggi di una "bellissima notizia".

Il giudice ha stabilito che "tutelare la libertà di parola è sempre nell'interesse pubblico", ha scritto su X Albanese commentando la decisione del Tribunale del District of Columbia. La lettura più plausibile è che il giudice distrettuale Richard Leon abbia stabilito che l'amministrazione Trump ha probabilmente violato i diritti di Albanese garantiti dal Primo Emendamento quando le ha imposto sanzioni nel 2025, con misure che sembravano prendere di mira direttamente le sue dichiarazioni critiche nei confronti di Israele. E abbia per questo deciso di sospenderle, ma in via temporanea, in attesa della sentenza definitiva nell'appello che pure è stato concesso, avendo il tribunale valutato che ve ne siano i termini e anche le possibilità di successo.

Nel suo ruolo di relatrice, Albanese ha accusato Israele di aver commesso "genocidio" e violazioni dei diritti umani a Gaza, e ha segnalato alcuni funzionari israeliani alla Corte Penale Internazionale (Cpi) per un eventuale processo, tra cui il premier Benyamin Netanyahu. Le sanzioni vennero imposte sulla base di un ordine esecutivo del presidente Donald Trump, che autorizzava il dipartimento di Stato a sanzionare chiunque sostenesse la causa della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra contro il governo israeliano.

Nel parere motivato, di 26 pagine, il giudice Leon, nominato dall'ex presidente George W. Bush, ha rilevato che "se Albanese si fosse invece opposta all'azione della Cpi contro cittadini Usa e israeliani, non sarebbe stata inserita nell'elenco delle persone sanzionate" e che "Pertanto, l'effetto della designazione di Albanese è quello di 'punire' e, di conseguenza, di 'reprimere le espressioni sgradite'".

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni