Raid russo uccide 12 persone a Zaporizhzhia; cinque morti a Kramatorsk. A Cheboksary due civili uccisi e 32 feriti, danneggiati edifici residenziali
Almeno 12 persone sono rimaste uccise in un attacco russo avvenuto oggi nella città di Zaporizhzhia, nel sud dell'Ucraina. Lo ha reso noto il governatore regionale.
"La Russia ha tolto la vita a 12 persone", ha affermato Ivan Fedorov su Telegram, fornendo l'ultimo bilancio delle vittime dell'attacco avvenuto questa mattina.
Un altro attacco russo contro il centro di Kramatorsk, città dell'Ucraina orientale, ha causato invece almeno cinque morti, secondo quanto riferito dalle autorità locali. "I russi hanno sganciato tre bombe ad alto potenziale esplosivo sul centro di Kramatorsk", ha dichiarato su Telegram Vadym Filashkin, capo della regione di Donetsk. Su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto che "si contano almeno 5 persone ferite e 5 persone uccise".
Sull'altro lato del confine la città russa di Cheboksary è stata oggetto del più grande attacco dall'inizio dell'operazione militare speciale, secondo le autorità, che hanno confermato la morte di due persone e il ferimento di altre 32. Nella regione vige lo stato di emergenza.
"Con profondo dolore due civili sono rimasti uccisi", ha dichiarato il governatore della repubblica di Ciuvascia, Oleg Nikoklaev, su Telegram. "Altre 32 persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino", ha aggiunto il governatore, precisando che l'impatto maggiore ha riguardato le infrastrutture civili: sono stati danneggiati 28 edifici residenziali, che ospitano 8.500 persone. Secondo quanto riferito dai media locali e internazionali, l'attacco è durato oltre 12 ore ed è stato condotto sia con droni sia con missili. La città è sede dell'industria militare Vniir-Progress.