Estero

Flotilla, Avila e Abu Keshek vittime di violenze in Israele

2 maggio 2026
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Thiago Avila e Saif Abu Keshek, i due attivisti della Flotilla trattenuti in Israele, sono stati oggetto di "violenze fisiche e detenzione prolungata in posizioni forzate da parte delle forze militari israeliane durante i due giorni trascorsi in mare".

Lo riferiscono i loro legali, che hanno appena concluso una visita al carcere di Shikma, in un comunicato diffuso dalla Global Sumud Flotilla. Thiago e Saif, che domani mattina dovrebbero comparire in tribunale per un'udienza di proroga della loro detenzione, hanno dichiarato di essere in sciopero della fame.

Thiago Avila ha riferito di essere stato "sottoposto a estrema brutalità da parte dell'esercito israeliano durante il sequestro delle imbarcazioni. È stato trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte". Presenta attualmente "lividi visibili sul volto, inclusa l'area intorno all'occhio sinistro, e riferisce limitazioni nei movimenti e forti dolori alla mano".

Dal momento della cattura fino al trasferimento al servizio penitenziario israeliano, avvenuto oltre due giorni dopo, "è stato tenuto in isolamento e bendato". Thiago, hanno spiegato gli avvocati della ong Adalah, ha riferito di essere stato interrogato dallo Shin Bet e che "gli è stato detto che sarà successivamente interrogato dal Mossad con il sospetto di 'affiliazione a un'organizzazione terroristica'".

Saif Abu Keshek ha invece riferito "di essere stato tenuto con le mani legate e bendato, e costretto a rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento dal momento della cattura fino a questa mattina, riportando lividi al volto e alle mani". Dopo l'arrivo al centro di detenzione di Shikma, ha riferito di essere stato informato di essere sotto interrogatorio da parte dello Shin Bet con il sospetto di "affiliazione a un'organizzazione terroristica".

Secondo il comunicato, gli avvocati di Adalah hanno richiesto informazioni sulle accuse, ma "le autorità israeliane hanno rifiutato di fornirle". Domani alle 9.30 dovrebbero comparire davanti al Tribunale di primo grado di Ashkelon. Per Adalah il trattamento riservato ai due attivisti costituisce "una grave violazione del diritto internazionale", "qualsiasi interrogatorio nei loro confronti è illegale" e "devono essere rilasciati immediatamente".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni