Estero

Regno Unito lancia una forza navale multinazionale per pattugliare le acque del Nord

La Royal Navy e nove Paesi della Joint Expeditionary Force si coordinano per contrastare la minaccia russa e collaborare con la Nato

29 aprile 2026
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Il Regno Unito è pronto a dare vita a una forza navale congiunta ad hoc con alcuni dei partner della Nato per pattugliare le acque del Nord a fronte di ipotetiche minacce future attribuite alla Russia. Lo ha annunciato oggi il capo di stato maggiore della marina britannica, Gwyn Jenkins, delineando un'iniziativa che mira a rilanciare l'immagine della gloriosa Royal Navy, appannata negli ultimi anni da flop, mancanza di risorse e carenze di mezzi denunciate da più parti.

Jenkins ha sostenuto che, nonostante l'attuale crisi in Medio Oriente innescata dagli attacchi di USA e Israele all'Iran e l'impegno di Londra e Parigi di guidare una futura missione marittima post-bellica nel Golfo a tutela della ripresa della navigazione commerciale attraverso il vitale Stretto di Hormuz, Mosca continua a rappresentare "la minaccia più grave alla nostra sicurezza" dal punto di vista della strategia britannica.

Di qui l'iniziativa di "una forza multinazionale marittima" suggellata dai 9 Paesi nordici europei dell'Alleanza Atlantica che già fanno parte della cosiddetta Joint Expeditionary Force (JEF), contingente a guida britannica attivo sul fronte artico comprendente le nazioni scandinave, l'Olanda e le tre piccole repubbliche baltiche ex sovietiche. Di fatto si tratta di una nuova denominazione di quel progetto, destinato tuttavia, nelle intenzioni, ad ampliarsi nel prossimo futuro e possibilmente a coinvolgere anche altri alleati, in particolare il Canada.

Un memorandum d'intesa è stato firmato al riguardo la settimana scorsa dai responsabili militari dei nove Paesi, ha reso noto oggi il numero uno della Royal Navy in un discorso pubblico citato da alcuni media britannici. Non includerà sicuramente gli USA di Donald Trump, in questo momento ai ferri corti con l'alleato britannico per la mancata partecipazione diretta di Londra alla guerra contro l'Iran, secondo quanto scrive il Guardian. Ma si propone comunque come qualcosa di "complementare con la Nato", nelle parole di Jenkins, e da coordinare quindi sia con Bruxelles sia con Washington.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni