Udienza ripresa dopo annullamento per motivi di sicurezza; controinterrogatorio sul Caso 4000 quasi concluso, per il Caso 2000 restano 4-8 udienze
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, torna in aula per dichiarare nel suo processo per corruzione, dopo una pausa di oltre due mesi dovuta alla guerra con l'Iran. Lo raccontano diversi media israeliani, tra cui il Times of Israel. La giudice Rivka Friedman-Feldman ha annunciato che l'udienza terminerà alle 16 (le 15 in Svizzera).
Il processo avrebbe dovuto riprendere ieri, ma è stato annullato all'ultimo minuto per motivi di sicurezza, segnalati al tribunale dall'avvocato di Netanyahu, Amit Hadad. La testimonianza dovrebbe riprendere da dove il premier l'aveva interrotta durante l'ultima udienza del 24 febbraio.
Netanyahu, ricorda il Times of Israel, ha già prestato dichiarazioni 80 volte e ha quasi terminato il controinterrogatorio sul Caso 4000 relativo alle accuse di aver autorizzato decisioni normative che hanno avvantaggiato finanziariamente il magnate delle telecomunicazioni Shaul Elovitch. Secondo le valutazioni dei pubblici ministeri, citate dal quotidiano Haaretz, Netanyahu ha ancora dalle quattro alle otto udienze da affrontare per quanto riguarda il Caso 2000 relativo a un presunto accordo di scambio di favori tra lui e Arnon Mozes, editore del quotidiano Yedioth Ahronoth.
La ripresa delle udienze avviene all'ombra della dichiarazione rilasciata domenica dal presidente Isaac Herzog, il quale ha respinto, almeno per il momento, la possibilità di concedere la grazia a Netanyahu, nonostante la richiesta ufficiale del primo ministro e le forti pressioni del presidente statunitense Donald Trump.