Estero

Dell'Utri a processo a Milano per 42 milioni di donazioni ricevute da Berlusconi

Il gup ha rinviato a giudizio anche la moglie Miranda Ratti; prima udienza il 9 luglio e parte delle somme è già prescritta

27 aprile 2026
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Sono stati mandati a processo a Milano l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri e la moglie Miranda Ratti per la vicenda delle presunte donazioni per circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi.

A deciderlo è stata oggi la giudice per le udienze (gup) preliminari Giulia Marozzi. La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Su una parte delle donazioni è scattata la prescrizione.

Nel marzo 2025 il caso Dell'Utri era stato trasferito da Firenze a Milano per competenza territoriale in base a un'eccezione sollevata dai difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci.

L'ex senatore di Forza Italia risponde di violazione della legge Rognoni-La Torre, in quanto non avrebbe comunicato le variazioni patrimoniali superiori a 42 milioni di euro ricevute tra il 2014 e il 2024, non rispettando gli obblighi legati alla sua condanna definitiva (ed espiata) per concorso esterno in associazione mafiosa. Nei confronti della moglie, invece, è ipotizzata la intestazione fittizia di beni.

Secondo i pubblici ministeri (pm) di Firenze, quei soldi donati dal fondatore di Forza Italia all'ex manager di Publitalia sarebbero serviti per garantirgli l'impunità davanti ai magistrati sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi del '93.

Ma l'esclusione dell'aggravante mafiosa già operata dal gup fiorentino ha mutato il quadro accusatorio, slegandolo dalle stragi, e il procedimento è stato trasferito nel capoluogo lombardo dove risiede l'ex senatore.

Il pm della Divisione distrettuale antimafia Pasquale Addesso e il procuratore Marcello Viola, titolari del fascicolo, secondo i quali quindi sarebbe stato aggirato l'obbligo previsto dalla legge sulle misure di prevenzione di contrasto e repressione nei confronti della mafia, avevano chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Emanuele Mancini la conferma del sequestro di 10 milioni e 840 mila euro già effettuato nel marzo 2024 a Firenze.

L'ex senatore italiano si era rivisto in pubblico di recente ai funerali dell'ex leader della Lega, Umberto Bossi.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni