Estero

Trump ancora nel mirino, a Butler restò vivo per miracolo

26 aprile 2026
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Donald Trump ancora una volta nel mirino. Il fallito attacco alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca è solo l'ultimo di una lunga serie di attacchi contro il presidente fin dalla sua prima campagna elettorale, fra aspiranti killer solitari, complotti iraniani e falle nella sicurezza.

L'incidente più eclatante è stato quello del luglio del 2024 a Butler, in Pennsylvania. Il presidente venne colpito mentre era sul palco di un comizio e scampò miracolosamente ai colpi di fucile, restando ferito vicino a un orecchio. L'aggressore, Thomas Matthew Crooks, venne ucciso. Pochi mesi dopo, nel settembre del 2024, un nuovo tentato assassinio, questa volta nel suo club di golf a West Palm Beach: il presidente era fra la quinta e la sesta buca del green quando un agente del Secret Service che lo precedeva individuò una canna di un fucile che sbucava dalla recinzione ed intervenne aprendo il fuoco e mettendo in fuga l'uomo armato. Ryan Wesley Routh venne poi catturato e condannato al carcere a vita.

Diversi altri incidenti hanno però messo in pericolo, più o meno direttamente, la sicurezza del presidente statunitense nel corso degli anni. Nel luglio del 2024 un cittadino pachistano venne arrestato e condannato per aver orchestrato un complotto su commissione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane per uccidere Trump. Alcuni mesi dopo, un iraniano accusato di aver tentato di uccidere un cittadino americano aveva confessato di aver ricevuto istruzioni per eliminare il presidente. Nel febbraio del 2026, invece, il Secret Service aveva ucciso un uomo entrato a Mar-a-Lago con un fucile e una tanica di benzina. Trump, comunque, non era nella sua Casa Bianca d'inverno.

La lista degli episodi include anche la lettera contenente ricina inviata a Trump nel settembre del 2016 da un uomo con la doppia cittadinanza francese e canadese. Alcuni mesi prima un ventenne era stato arrestato per aver cercato di rubare la pistola a un agente di polizia durante un comizio a Las Vegas, dichiarando successivamente che avrebbe voluto uccidere Trump. L'anno successivo un uomo aveva rubato un carrello elevatore con l'intenzione di ribaltare la limousine presidenziale.

La lunga scia di violenza politica in America negli ultimi anni ha visto fra le vittime anche Charlie Kirk, l'attivista di destra alleato del presidente e star del movimento Maga. Con un colpo di arma da fuoco sparato da decine di metri di distanza, Kirk è stato freddato mentre parlava agli studenti del campus della Utah Valley University. Una morte che ha scioccato il Paee e che alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca la moglie Erika Kirk ha rivissuto. La vedova era infatti presente al Washington Hilton e, dopo gli spari e l'evacuazione del presidente, è stata vista profondamente scossa e in lacrime, mentre diceva di voler andare via e tornare a casa.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni