Trump: ‘Intesa sul nucleare’. Domenica nuovo round, il presidente statunitense pronto a volare a Islamabad

Donald Trump si aspetta un accordo con l'Iran in "un giorno o due". Lo ha detto il presidente americano ad Axios. "Gli iraniani vogliono un incontro, vogliono raggiungere un accordo. Penso che probabilmente ci sarà un incontro durante il fine settimana. Penso che raggiungeremo un accordo entro un giorno o due", ha detto Trump. L'accordo "renderà Israele sicuro", ha aggiunto Trump sottolineando che "Israele uscirà alla grande" dalla guerra. Allo stesso tempo ha ribadito che i bombardamenti israeliani in Libano devono finire nell'ambito del cessate il fuoco raggiunto. "Israele deve fermarsi. Non possono continuare a far saltare in aria gli edifici. Non lo permetterò", ha aggiunto.
"Israele non potrà più bombardare il Libano, gli Stati Uniti gli hanno proibito di farlo", aveva scritto in precedenza Donald Trump su Truth, annunciando una tregua di 10 giorni sull'ultimo fronte rimasto aperto della guerra, scattata il 28 febbraio contro l'Iran e che due giorni dopo aveva di nuovo riacceso le polveri tra Hezbollah e lo Stato ebraico. Una tregua che "non c'entra con l'Iran", ha affermato il presidente americano, ma che ha invece avuto come primo risultato l'annuncio da parte di Teheran dell'apertura "completa" dello Stretto d Hormuz "per il periodo residuo del cessate il fuoco" con gli Stati Uniti, martedì 21 aprile. Una boccata d'ossigeno per i mercati con le principali piazze internazionali in rialzo e il petrolio che ha lasciato sul terreno oltre il 10%, riportandosi sugli 85 dollari al barile.
La scadenza del 21 aprile potrebbe tuttavia non avere più motivo di essere se è vero che un accordo con l'Iran "è molto vicino, entro un paio di giorni", come sostiene lo stesso Trump, che in un altro ermetico post ringrazia il Pakistan, Paese mediatore, per "una giornata grande e splendida per il mondo". Un secondo round di trattative sarebbe infatti atteso a Islamabad, probabilmente domenica, ha riferito Axios, e secondo il Wall Street Journal Trump sarebbe addirittura pronto a recarsi di persona nella capitale pachistana in caso di intesa.
"È molto probabile che lo raggiungeremo. Sarà un buon accordo", ha anticipato il tycoon secondo cui il regime avrebbe accettato di sospendere il proprio programma nucleare a tempo indeterminato - il principale nodo dei negoziati - e a consegnare le scorte di uranio arricchito. "Molti dei punti sono stati definiti. Procederà piuttosto rapidamente", ha osservato ancora il presidente in un'intervista a Bloomberg, smentendo la scadenza di 20 anni della moratoria sul nucleare iraniano che Teheran aveva provato a rilanciare con 5. "Niente anni, illimitato", ha tagliato corto Trump che ha anche negato che l'Iran possa ricevere fondi congelati negli Usa.
Il riferimento è alle indiscrezioni di Axios secondo cui, nelle tre pagine di "memorandum di intesa" tra i due Paesi, è previsto che Teheran riceva 20 miliardi di dollari di asset congelati in cambio della consegna dell'uranio arricchito. Le fonti (americane) di Barak Ravid hanno riferito che gli Stati Uniti erano inizialmente disposti a stanziare 6 miliardi di dollari per l'Iran, da destinare all'acquisto di cibo, medicinali e altri beni umanitari, e che gli iraniani ne hanno chiesti 27, per poi attestarsi appunto a 20. "Non ci sarà alcuno scambio di denaro, in nessuna forma o modalità", ha però tuonato Trump di nuovo su Truth. All'Iran verrebbe invece concesso di usare reattori nucleari a scopi medici, ma solo in superficie, abbandonando le strutture sotterranee esistenti.
Il memorandum, prosegue ancora Axios, affronta anche la questione dello Stretto di Hormuz, sulla quale però restano significative divergenze. Dopo l'annuncio della riapertura da parte del ministro iraniano Abbas Araghci, la tv di Stato ha precisato che il passaggio viene garantito solo a navi mercantili e non militari, mentre Trump ha ribadito che comunque il blocco navale messo in atto dagli Usa la scorsa settimana "resta in vigore" finché la trattativa con l'Iran "non sarà completata al 100%".
Non è chiaro se il memorandum tratti anche la questione dei missili balistici iraniani e del sostegno dell'Iran a gruppi armati regionali. Benjamin Netanyahu è stato spinto ad accettare il cessate il fuoco in Libano "su richiesta del presidente Trump", ma in una dichiarazione video ha spiegato che il lavoro per disarmare Hezbollah "non è ancora finito". "La strada verso la pace è ancora lunga, ma l'abbiamo intrapresa. In una mano impugniamo l'arma, l'altra è tesa in segno di pace‘’, ha aggiunto.