Giappone ritirerà unità navali dall'Antartide per concentrare risorse sulla difesa
Trasferito il trasporto di personale e rifornimenti a un'agenzia civile, Jamstec prenderà il controllo operativo; la MSDF sarà ridotta e lo Shirase ritirato nel 2034
Il Giappone ritirerà le forze marittime di Autodifesa (MSDF) dalla missione in Antartide intorno al 2030, trasferendo il trasporto di personale e rifornimenti a un'agenzia civile per far fronte alle crescenti esigenze di sicurezza e alla carenza di effettivi. Lo riferisce l'agenzia Kyodo che cita fonti a conoscenza del dossier. La MSDF opera navi per il programma antartico dal 1965; attualmente circa 180 militari equipaggiano il rompighiaccio Shirase, impiegato per il trasporto di ricercatori e cargo tra il Giappone e l'Antartide. A fronte di un contesto di sicurezza più complesso e della carenza cronica di personale, dicono le fonti, il governo non ha altra scelta che terminare il ruolo operativo delle MSDF, accelerando la revisione dell'allocazione delle risorse. Secondo il piano, il controllo operativo passerà alla Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology (Jamstec), con la MSDF limitata a un ruolo di supporto. Prima del ritiro definitivo, tuttavia, il contingente MSDF sarà ridotto a circa 30 unità per l'assistenza nella navigazione tra i ghiacci e nel trasporto di cargo presso la Stazione Syowa, base giapponese in Antartide. L'attuale nave Shirase sarà ritirata nel 2034 per obsolescenza; il governo punta a introdurre un'unità sostitutiva nello stesso anno, mentre la definizione del futuro operatore è ancora in fase di valutazione. I progressi tecnologici nella navigazione in acque ghiacciate, spiega la Kyodo, rendono fattibile il passaggio a un operatore civile che potrebbe garantire maggiore flessibilità nella pianificazione delle missioni. Le operazioni elicotteristiche saranno invece affidate al National Institute of Polar Research. Secondo i dati del ministero della Difesa, le Forze di Autodifesa contavano 220.000 effettivi a fine anno fiscale 2024, pari a circa l'89% dell'organico autorizzato di 247.000. Stime governative indicano una possibile riduzione a 180.000 unità entro il 2035 e a quota 130.000 entro l'anno fiscale 2045, una conseguenza allarmante delle tendenze demografiche ormai in atto da decenni nel Paese del Sol Levante.
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