Estero

Trump telefona al comizio di Orbán e lo elogia per la gestione dei confini

La chiamata, effettuata via smartphone durante il comizio con il vicepresidente JD Vance a Budapest, è stata accolta da applausi e ha ribadito l'appoggio di Trump alla linea anti-immigrazione

7 aprile 2026
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Viktor Orbán sta facendo un ottimo lavoro: non ha permesso a nessuno di prendere d'assalto il vostro Paese e invaderlo come hanno fatto altri, rovinando i loro Paesi. Ha mantenuto il vostro Paese solido e ha fatto un lavoro fantastico. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, intervenendo telefonicamente al comizio del premier ungherese con il vicepresidente JD Vance a Budapest.

Se non pensassi che stia facendo un buon lavoro, non farei una telefonata così. Siamo con voi fino in fondo, ha aggiunto Trump, appoggiando la linea di Orbán sull'immigrazione: il premier ungherese, ha detto, non ha permesso che fossero "violati i confini" ungheresi, nonostante le "pressioni" subite e "gli errori dei giudici".

Appena salito sul palco dell'Mtk Sportpark, Vance ha tirato fuori lo smartphone e, tra applausi e curiosità, ha composto in diretta il numero di Donald Trump. "Prima di iniziare ho un ospite speciale che mi ha chiesto di chiamarlo. Speriamo risponda, altrimenti sarebbe imbarazzante", ha detto, mentre provava a stabilire la connessione tra qualche iniziale difficoltà tecnica per mancanza di segnale.

Dopo qualche secondo di suspense, la voce del presidente americano è risuonata nell'arena, accolta dagli applausi scroscianti dei sostenitori. "Mr. President, sta parlando con 5mila patrioti ungheresi e credo che la ami persino più di quanto amino Viktor Orbán", gli ha passato la parola Vance. Il premier ungherese ha sottolineato che Trump gli "piace molto". "È un vero onore parlare con voi - ha proseguito -. Siete persone davvero straordinarie, con grande entusiasmo e intelligenza, siete un popolo brillante. Vi voglio davvero bene".

Avete mantenuto il vostro Paese forte e in buone condizioni. Non avete i problemi che tanti altri Paesi hanno perché hanno lasciato che i loro confini fossero violati. Voi non avete questo problema grazie a Viktor Orbán. È l'unica ragione per cui non lo avete, ha evidenziato ancora.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni