Estero

Francia: apologia terrorismo e droga, fermata eurodeputata Hassan

2 aprile 2026
|

Rien ne va plus per Rima Hassan, l'eurodeputata franco-palestinese della France Insoumise (LFI) posta in stato di fermo giudiziario a Parigi con l'accusa di apologia del terrorismo e poi, in un secondo momento, anche per uso, trasporto e detenzione illegale di stupefacenti: "qualche grammo di droga" sintetica è stato infatti rinvenuto nella sua borsa, ha confermato una fonte vicina al caso, corroborando indiscrezioni pubblicate da "Le Parisien".

Il fermo per apologia di terrorismo si inserisce nell'ambito di un'indagine su un tweet di Hassan dello scorso 26 marzo, poi rimosso, in cui faceva riferimento a Kozo Okamoto, uno degli autori dell'attentato all'aeroporto di Tel Aviv nel 1972 in cui morirono 26 persone: "Kozo Okamoto: Ho dedicato la mia giovinezza alla causa palestinese. Finché ci sarà oppressione, la resistenza non sarà solo un diritto, ma un dovere", recitava il post.

Un deputato del Rassemblement National (RN), Matthias Renault, ha riferito su X di aver segnalato lui il tweet alla procura di Parigi. Nella lettera al procuratore, Renault ricorda che Okamoto, ex membro dell'Armata rossa giapponese, fu condannato all'ergastolo per il suo ruolo nel massacro all'aeroporto internazionale Ben Gurion, in Israele.

È in questo contesto, spiega "Le Figaro", che l'eurodeputata è stata convocata per essere interrogata su tali dichiarazioni e per accertare se costituiscano il reato di "apologia del terrorismo". Poi la scoperta della droga nella borsetta.

Hassan, giurista di 33 anni, che ha fatto parte della Flotilla per Gaza nel 2025, è inoltre oggetto dalla fine del 2023 di un'altra indagine giudiziaria in Francia per apologia del terrorismo, dopo aver pronunciato parole considerate di sostegno a Hamas dopo l'attacco del 7 ottobre in Israele.

"Questo è un nuovo passo nella persecuzione giudiziaria volta a mettere a tacere le voci che difendono i diritti del popolo palestinese", accusa una fonte vicina all'esponente LFI, il partito della sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon, mentre altre voci del partito non nascondono stupore per le modalità della giustizia francese. Hassan è "stata convocata in stato di fermo, il che è sorprendente visto che ha sempre risposto a tutte le convocazioni", rimarca una fonte citata dall'AFP.

Su X la co-presidente del gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica all'Eurocamera, Manon Aubry, rivolge solidarietà alla compagna di partito: "La polizia francese continua la strategia di vessazione giudiziaria nei confronti della mia collega Rima Hassan. Il suo fermo di polizia costituisce una violazione della sua immunità parlamentare, che tutela proprio la libertà di espressione. Nessuna intimidazione riuscirà a zittire le voci che si levano in difesa della Palestina".

Dall'Ufficio di presidenza del Parlamento europeo riferiscono di essere "a conoscenza della situazione" ma di non voler "commentare procedimenti in corso".

Nonostante l'immunità, per cui i membri eletti all'Europarlamento non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti per le loro opinioni o per i voti espressi nel corso del loro mandato, gli eurodeputati possono tuttavia essere fermati dalla polizia o autorità competenti a seconda delle libertà lasciate dalle maglie delle leggi nazionali, in questo caso quella francese.

Nel caso in cui l'Ufficio di presidenza dovesse ricevere formalmente una richiesta di revoca dell'immunità, questa potrebbe essere presentata esclusivamente da autorità nazionali competenti (organi giudiziari, procure o tribunali); la richiesta di revoca diventerebbe ufficiale con l'annuncio della presidente del Parlamento Roberta Metsola, in plenaria.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni