Le crescenti tensioni tra l'amministrazione del presidente Pezeshkian e la leadership militare iraniana hanno spinto il presidente in una "completa situazione di stallo politico", con le Guardie Rivoluzionarie che di fatto hanno assunto il controllo di funzioni statali chiave.
È quanto riferito a Iran International - emittente con sede a Londra - da fonti informate, secondo le quali il presidente avrebbe richiesto un incontro, negatogli, con la guida suprema Mojtaba Khamenei. Ma anche nella cerchia ristretta del nuovo leader religioso ci sarebbero forti tensioni.
Secondo Iran International, le Guardie Rivoluzionarie hanno bloccato le nomine e le decisioni presidenziali, erigendo un perimetro di sicurezza attorno al centro del potere e di fatto emarginando il governo dal controllo esecutivo. I tentativi di Pezeshkian di nominare un nuovo ministro dell'intelligence giovedì scorso sono falliti sotto la pressione diretta del comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, secondo quanto riferito a Iran International da fonti a conoscenza della situazione.
Tutti i candidati proposti, incluso Hossein Dehghan, sono stati respinti. Si dice che Vahidi abbia insistito sul fatto che, date le condizioni di guerra, tutte le posizioni di leadership critiche e sensibili debbano essere selezionate e gestite direttamente dalle Guardie Rivoluzionarie fino a nuovo ordine.
Nel sistema politico iraniano tradizionalmente i presidenti nominano i ministri dell'intelligence solo dopo aver ottenuto l'approvazione della Guida Suprema, che detiene l'autorità ultima sui principali portafogli della sicurezza. Tuttavia, con le condizioni e la posizione della Guida Suprema Mojtaba Khamenei incerte nelle ultime settimane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) sta di fatto impedendo al presidente di promuovere il proprio candidato preferito, consolidando ulteriormente la propria presa sull'apparato di sicurezza statale.
Sempre secondo quanto risulta a Iran International, Pezeshkian ha ripetutamente richiesto un incontro urgente con Mojtaba Khamenei negli ultimi giorni, ma tutte le richieste sono rimaste senza risposta e non è stato possibile stabilire alcun contatto. Fonti informate affermano che un "consiglio militare" composto da alti ufficiali dell'Irgc esercita ora il pieno controllo sulla struttura decisionale centrale, imponendo un cordone di sicurezza intorno a Mojtaba Khamenei e impedendo che i rapporti governativi sulla situazione del Paese lo raggiungano. Sono inoltre emerse speculazioni sul fatto che le condizioni di salute di Mojtaba Khamenei possano contribuire agli attuali equilibri di potere.
Allo stesso tempo, si starebbe sviluppando una crisi interna senza precedenti nella cerchia ristretta di Mojtaba Khamenei. Alcuni stretti collaboratori starebbero spingendo per rimuovere Ali Asghar Hejazi, una figura influente nell'ufficio della Guida Suprema e responsabile della sua sicurezza. Le tensioni derivano dalla palese opposizione di Hejazi alla potenziale successione di Mojtaba Khamenei. Secondo fonti attendibili, Hejazi aveva precedentemente avvertito i membri dell'Assemblea degli Esperti che Mojtaba non possedeva le qualifiche necessarie per la leadership e aveva sostenuto che la successione ereditaria è incompatibile con i principi enunciati dalla Guida Suprema Ali Khamenei.