L'aviazione israeliana ha bombardato nel pomeriggio, senza alcun preavviso, un quartiere della periferia sud di Beirut, secondo quanto riferito dall'agenzia nazionale ANI e dall'agenzia francese AFP. Lo stesso quartiere era già stato colpito una prima volta all'alba, causando due morti secondo le autorità libanesi.
L'esercito israeliano ha poi annunciato di aver "avviato una serie di attacchi contro le infrastrutture terroristiche di Hezbollah" e ha diramato un avviso di evacuazione agli abitanti di sette principali quartieri della periferia sud della capitale.
Abitualmente densamente popolata, questa zona si è in gran parte svuotata dei suoi residenti dalla ripresa delle ostilità a inizio mese.
Il Libano è stato trascinato nel conflitto il 2 marzo, quando i miliziani sciiti di Hezbollah, supportati da Teheran, hanno lanciato razzi contro Israele per vendicare l'uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei, morto il primo giorno dell'offensiva americano-israeliana il 28 febbraio.
Oggi, stando ad ANI, l'aviazione israeliana ha condotto una nuova serie di raid nel sud del Libano, uno dei quali ha colpito una località nella regione di Saida, uccidendo quattro civili, secondo un primo bilancio del ministero della sanità.
Secondo la stessa fonte, nella valle della Bekaa, nell'est del Paese, una donna incinta di due gemelli sarebbe rimasta uccisa da un attacco e altre sette persone sarebbero rimaste ferite.
Mentre Israele mostra la propria determinazione a intensificare la campagna militare contro Hezbollah, le sue truppe stanno conducendo una profonda incursione terrestre nel sud del Libano con l'obiettivo di ampliare una "zona cuscinetto" e allontanare la minaccia del movimento islamista.
Da parte sua, Hezbollah ha dichiarato di essere impegnato in combattimenti ravvicinati "con forze dell'esercito israeliano nemico nelle località di Bayada e Chamaa", due località nella regione di Tiro - città situata lungo la costa sud del Libano - a circa 8 chilometri dal confine.
Hezbollah ha inoltre rivendicato una serie di attacchi contro postazioni e località israeliane lungo la frontiera.
Il generale di brigata Effie Defrin, portavoce dell'esercito israeliano, ha affermato che gli "attacchi" di Hezbollah contraddicono le dichiarazioni del governo libanese su un disarmo del movimento paramilitare, previsto dai termini stabiliti dal cessate il fuoco di novembre 2024. "Se il governo non disarma Hezbollah, lo farà l'esercito israeliano", ha avvertito.
"La situazione umanitaria peggiora e i civili pagano, come sempre, un prezzo elevato" in Libano, ha dal canto suo avvertito il direttore regionale del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), Nicolas Von Arx.
"I civili devono essere protetti ovunque si trovino, sia che restino nelle loro case sia che siano costretti a fuggire", ha aggiunto, al termine di un incontro con il presidente libanese Joseph Aoun.
Secondo l'ultimo bilancio ufficiale diffuso in giornata, nel Paese la guerra ha causato 1'142 morti e oltre un milione di sfollati.