La guerra in Medio Oriente ostacola forniture di petrolio e gas; Filippine, Bangladesh, India, Sri Lanka e altri Paesi adottano misure d'emergenza
Settimane lavorative di quattro giorni, voli sospesi, lunghe file ai distributori di benzina o per riempire le bombole del gas. La guerra in Medio Oriente sta ostacolando le forniture di gas e petrolio. E nell'Asia del Sud le ripercussioni sull'economia e sulla vita di tutti i giorni sono ormai evidenti. Ma diverse da Paese a Paese.
Nelle Filippine è stato dichiarato lo "stato di emergenza energetica nazionale" e i lavoratori del settore dei trasporti hanno scioperato contro l'impennata dei prezzi della benzina. Il costo dei carburanti è aumentato in diverse aree. E a salire non è solo quello dei mezzi su gomma, ma anche quello degli aerei, che in Bangladesh è salito del 79%, mentre il Vietnam ha annunciato che la sua compagnia di bandiera, Vietnam Airlines, "prevede di sospendere" 23 voli nazionali a settimana "a partire dal primo aprile" a causa della "limitata disponibilità di carburante".
In India il governo afferma che non vi sono "carenze di benzina, diesel o Gpl", ma i media segnalano lunghe file ai distributori di benzina in diverse città, come già nelle settimane scorse in Bangladesh, dove per risparmiare energia erano state anche anticipate le vacanze del Ramadan nelle università. E mentre il Pakistan ha ordinato la chiusura delle scuole per due settimane, le autorità del Nepal hanno permesso la vendita di bombole di gas da cucina riempite a metà dicendo di voler così "contrastare l'accaparramento e gli acquisti dettati dal panico".
Molti Paesi dell'Asia meridionale importano una fetta rilevante delle proprie risorse energetiche. E così, per risparmiare energia, lo Sri Lanka ha introdotto la settimana cortissima, con quattro giorni lavorativi, e la stessa misura è stata adottata da molti uffici governativi delle Filippine, mentre Thailandia e Vietnam esortano i dipendenti pubblici a lavorare da casa in smart working, quando possibile.
Questa situazione ha portato anche dei cambiamenti nella politica internazionale. Basti pensare che a inizio mese gli Usa hanno detto di aver allentato temporaneamente le sanzioni economiche contro la Russia per consentire la vendita all'India del petrolio russo bloccato in mare.
Oggi invece "una fonte a conoscenza della questione" ha raccontato all'Afp (Agence France Presse) che "una nave che trasporta più di 700.000 barili di petrolio greggio russo è arrivata nelle Filippine". Se la notizia dovesse essere confermata, secondo l'agenzia di stampa francese si tratterebbe del primo invio di petrolio russo all'arcipelago in cinque anni.
Preoccupa anche la questione ambientale. L'India ha momentaneamente consentito un maggior uso di combustibili come cherosene e carbone, e alcuni esperti sentiti dalla Bbc ritengono che si rischi "un temporaneo ritorno a combustibili inquinanti" in città già attanagliate dallo smog.