In un'intervista con Nick Ferrari Healey ha citato "17 tra fregate e cacciatorpediniere", suscitando contestazioni; il caso arriva mentre Starmer rilancia e Londra cede temporaneamente il comando Nato per penuria di mezzi
Imbarazzante intervista boomerang oggi del ministro britannico della Difesa, John Healey, ritrovatosi a balbettare dinanzi alle domande incalzanti di Nick Ferrari, giornalista della radio LBC, sul numero di navi operative al momento a disposizione della Royal Navy, un tempo baluardo glorioso delle forze armate di Sua Maestà.
Pressato dall'intervistatore, il ministro laburista non è stato inizialmente in grado di fornire una cifra complessiva aggiornata. Poi ha indicato un totale di "17 tra fregate e cacciatorpediniere" considerate oggi in assetto da combattimento.
Numero che tuttavia Ferrari ha contestato, chiedendogli apertamente dove fossero dislocate esattamente: Healey si è quindi limitato a rispondere vagamente che "tutte le nazioni conteggiano fra le loro unità militari alcune che sono schierate in operazioni, altre che sono pronte all'uso e altre ancora che sono in fase di manutenzione".
"Si tratta di normale pianificazione militare", ha insistito il ministro in risposta alle espressioni allibite del giornalista, che sottolineava la mancanza di cifre precise e di una divisione esatta fra le navi che sono davvero operative e quelle che sono in realtà ferme per riparazione.
L'intervista coincide fra l'altro con le dichiarazioni muscolari fatte oggi dal premier Keir Starmer a Helsinki, di fronte ai leader dei Paesi baltici e nordici alleati in seno alla Joint Expeditionary Force (a guida britannica) sul via libera ad abbordare ovunque vascelli della cosiddetta "flotta commerciale fantasma russa" sottoposta a sanzioni in seguito al conflitto in Ucraina.
Mentre i media notano come Londra sia stata in realtà costretta per penuria di mezzi a cedere temporaneamente il comando della Nato nel Nord Atlantico a un'unità della Marina tedesca dopo aver trasferito la nave lanciamissili Dragon nel Mediterraneo a protezione della base britannica di Akrotiri, a Cipro, presa di mira a inizio marzo sullo sfondo della guerra innescata in Medio Oriente dall'attacco di Usa e Israele all'Iran.