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Referendum sulla giustizia: stravince il No

Il 53,58% contrario alla riforma voluta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Le operazioni di spoglio
(Keystone)
23 marzo 2026
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Il No vince il referendum costituzionale sulla giustizia in Italia. A sorpresa con ampio margine. Il 53,58% si schiera contro la riforma del governo Meloni: circa 14,7 milioni di elettori, oltre 2 milioni in più dei Sì che si fermano al 46,41%. Il No vince in tutte le Regioni tranne Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia e in tutte le città capoluogo di Regione. Il record del No in Campania e a Napoli, il primato del Sì in Veneto. Il risultato, che ribalta i pronostici della vigilia, è arrivato anche per la maxi-affluenza al voto, pari al 58,93%, concentrata al Centro, al Nord e nelle grandi città.

KeystoneSchlein sorride

Meloni accusa il colpo

Delusa ma determinata ad andare avanti. La premier Giorgia Meloni non supera il test del referendum, una delle riforme-bandiera dell'esecutivo, ma come aveva già detto non lascia. “Occasione persa, ma andremo avanti”, dice quando l'esito delle urne ormai segna la netta sconfitta del Sì. Il ministro Nordio respinge l'accezione ‘politica’ del voto: ora si troverà a dirimere nel suo ministero i casi Bartolozzi e Delmastro, inneschi di violente polemiche durante la campagna referendaria. “Abbiamo fatto tutto il possibile”, sottolinea laconico Tajani. Salvini invece nel giorno del referendum sceglie Budapest, Orban e l'assemblea dei patrioti.

KeystoneMeloni alle urne

Il centrosinistra si ricompatta nel segno del No e guarda alle primarie. “C’è già una maggioranza alternativa al governo”, dice la segretaria dem Elly Schlein che apre alle primarie lanciate dal leader M5S Conte: “Le forze progressiste interpreteranno questa primavera”. Festeggiano i magistrati. “Abbiamo protetto la Costituzione”, dicono dall'Anm, da oggi senza guida. Il presidente Parodi, esponente di Magistratura indipendente e di area moderata, lascia dopo appena un anno di guida. “Problemi personali”, la versione ufficiale. Parlano i capi di tutte le principali procure, da Roma a Napoli a Palermo. Gli avvocati, sconfitti, osservano: “La magistratura è sempre più un soggetto politico”.

KeystoneFesta in piazza per il popolo del No
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