Secondo l'ong, ordini di evacuazione colpiscono vaste zone del Libano meridionale e dei sobborghi di Beirut, costringendo oltre un milione di persone a fuggire
Gli attacchi israeliani in Libano e la minaccia di ulteriori hanno costretto oltre un milione di persone ad abbandonare le proprie case. Si tratta di quasi un quinto dell'intera popolazione di un Paese che già ospita il più alto numero di rifugiati pro capite al mondo. Lo scrive Nadia Hardman, ricercatrice senior in materia di diritti dei rifugiati presso Human Rights Watch, in un editoriale pubblicato su Al Jazeera e ripostato da HRW sul suo account X.
Negli ultimi due anni, spiega, HRW ha mappato le strategie di sfollamento attuate da Israele nei territori palestinesi occupati, che hanno costretto gli abitanti di interi campi profughi e quartieri a fuggire, spesso sotto l'immediata minaccia di attacchi aerei o di continue operazioni militari. "Stiamo assistendo all'impiego delle stesse tattiche in Libano. Gli ordini di evacuazione israeliani riguardano ampie zone della popolazione prevalentemente sciita del Libano meridionale e dei sobborghi meridionali della capitale, Beirut, circa il 15% del territorio libanese".
Le leggi di guerra, ricorda, "stabiliscono che i civili non possono essere costretti ad abbandonare le proprie case a meno che non lo richiedano ragioni militari imperative o la loro sicurezza" e che "l'evacuazione deve essere temporanea". In poche parole, "la guerra non è una licenza per espellere le persone dalla propria terra".