La decisione unanime, tranne un voto contrario, riflette incertezze economiche globali.
La Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse tra il 3,5% e il 3,75% durante la penultima riunione sotto la presidenza di Jerome Powell. La decisione è stata presa con 11 voti favorevoli e uno contrario, evidenziando un consenso quasi unanime all'interno del comitato.
Nel comunicato rilasciato al termine della riunione di due giorni, la Fed ha sottolineato che l'incertezza sull'outlook economico rimane elevata, in particolare a causa delle ripercussioni economiche degli sviluppi in Medio Oriente, che restano ancora incerti per l'economia statunitense. La banca centrale ha dichiarato di essere attenta ai rischi e di continuare a monitorare le implicazioni economiche delle nuove informazioni.
La Fed ha inoltre affermato di essere pronta a modificare la sua politica monetaria se dovessero emergere rischi che potrebbero ostacolare il raggiungimento degli obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi. Tra i membri del Federal Open Market Committee (FOMC), solo Stephen Miran, nominato da Donald Trump, ha votato contro, preferendo una riduzione del tasso di un quarto di punto.
Jerome Powell ha dichiarato che è ancora troppo presto per valutare i pieni effetti economici del conflitto in Medio Oriente. Ha osservato che l'aumento dei prezzi dell'energia potrebbe spingere l'inflazione al rialzo nel breve termine, ma è prematuro determinare l'entità e la durata dell'impatto economico.
Powell ha sottolineato l'importanza di mantenere i tassi a un livello lievemente restrittivo, evidenziando la necessità per la Fed di bilanciare i rischi legati ai suoi due mandati principali: la massima occupazione e la stabilità dei prezzi. Ha inoltre menzionato che, sebbene la possibilità di un aumento dei tassi sia stata discussa, la maggioranza non lo considera lo scenario di base per le prossime mosse.
Infine, la Fed ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica degli Stati Uniti per il 2026, portandole al 2,4%. Anche le previsioni sull'inflazione sono state aumentate, con un'attesa del 2,7% per quest'anno, mentre le stime sulla disoccupazione sono rimaste invariate al 4,4%.