Estero

Albanese sostiene che l'economia del genocidio va contrastata con il potere dei portafogli

La relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi a Belgrado denuncia il ruolo del settore privato in espropri e colonie e invita a disinvestimenti e mobilitazione civile

17 marzo 2026
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"Israele ha mantenuto un'economia di occupazione. È una cosa che si poteva scrivere decenni fa, ma la differenza è che negli ultimi due anni questa economia si è rafforzata ed è ora un'economia di genocidio. E mentre 6.000 imprese israeliane chiudevano e i civili nel nord e nel sud di Israele venivano sfollati, come mai la Borsa di Tel Aviv guadagnava il 213% se paragonata al settembre 2023? Se si comincia a scavare, si capisce perché: Israele usa il settore privato per sgomberare e rimpiazzare i palestinesi" lo ha detto la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, parlando in serata a una tavola rotonda organizzata a Belgrado dalla Fondazione Olof Palme e dall'Ong Solidar. Rispondendo a una domanda dal pubblico sul suo ultimo rapporto "Dall'economia di occupazione all'economia di genocidio" dello scorso anno, Albanese ha detto che "l'industria militare è stata usata per forzare i palestinesi a lasciare le loro terre, che sono state espropriate e protette contro il loro ritorno. Dove c'erano i villaggi sono state costruite le colonie", per le quali sono stati impiegati cemento, costruite reti idriche ed elettriche, strade, che hanno isolato e impoverito i villaggi palestinesi. "Dietro tutto questo ci sono aziende, c'è il settore privato". "Ma le aziende hanno obblighi, come disinvestire o non essere associate, di non causare o di non contribuire a violazioni dei diritti umani. Se non lo fanno, devono affrontarne le conseguenze", che possono essere di tre tipi: o gli Stati agiscono contro di esse, oppure i cittadini si mobilitano, oppure le si mette sotto pressione usando il potere dei vostri portafogli."

Albanese spiega di aver passato al setaccio 10.000 aziende, ma di averne scelte alcune che sembravano essere strutturate in modo tale da spiegare come funziona il sistema. Ognuno può fare la sua parte: "Dobbiamo rinunciare a un po' del nostro comfort perché un intero popolo non debba rinunciare a tutto".

"Come è stato ricevuto il mio rapporto? Con un applauso dal Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu e con molta approvazione dalla società civile. Ma sono stata sanzionata dagli Stati Uniti perché accusata di essere una 'minaccia all'economia globale'". L'avvocata per i diritti umani ha denunciato gli "insulti quotidiani" che riceve dagli Stati, i quali "dovrebbero proteggermi e invece mi insultano perché li metto davanti a uno specchio".