Estero

Avvocato della famiglia Caliendo difende le indagini e rivolge accuse contro il dottore Oppido

Sostiene di aver scoperto falsi, segnalato la mancanza della cartella anestesiologica, depositato documenti e ottenuto la ricusazione di un perito

15 marzo 2026
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"Si stanno battendo per Guido Oppido, hanno esposto uno striscione per dire che non si tocca, senza però esprimere una sola parola sul falso di cui quel dottore si è reso protagonista". È quanto ricorda l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo che aggiunge: "è mio compito svolgere indagini difensive, scoprire circostanze su quanto accaduto, e affiancare gli organi inquirenti, come ho fatto, segnalando la mancanza della cartella anestesiologica e i falsi, depositando una registrazione e il documento della Regione Campania, ottenendo la ricusazione di uno dei periti del gip e impedendo che la richiesta di prorogare i termini per formulare quesiti ai periti potesse essere prorogata".

Petruzzi, in una nota all'Ansa, rivendica "il diritto di indagare ma anche di esprimersi in tv, di rivolgere accuse come finora ho fatto durante l'incidente probatorio, un esame durato ben tre ore durante le quali sono riuscito a impedire al collegio difensivo del dottore Oppido di ottenere lo stralcio dal fascicolo del gip delle sommarie informazioni testimoniali che non volevano far leggere ai consulenti. Ho pure ottenuto la nomina di un anatomopatologo, anche questa osteggiata dagli avvocati del chirurgo".

"Continuerò - conclude Petruzzi - a far valere le nostre tesi difensive e attenderemo l'esito delle indagini: la famiglia Caliendo porterà avanti la fondazione con l'obiettivo di evitare che ciò che è accaduto non capiti ancora".

"Per quanto riguarda i manifestanti, - conclude l'avvocato della famiglia Caliendo - ringraziamo la direzione del Monaldi che, sospendendo il dottore Oppido, ha restituito a tutti, anche a chi oggi ha preso parte al sit-in, un Monaldi e una sanità pubblica più sicure".

"Oppido che finora ha preferito il silenzio con l'opinione pubblica, oggi, invece, ha deciso di farsi sentire, in videochiamata, ma solo con chi lo stava appoggiando", ha concluso l'avvocato della famiglia Caliendo.