Il presidente della Regione Liguria pubblica conversazioni con il direttore Michele Brambilla per confutare accuse di dossieraggio e negare di aver inoltrato documenti all'editore
"Avrei sperato di non dover arrivare al punto di rendere nota la chat con il direttore del Secolo XIX, ma sono costretto a farlo per ristabilire la verità e dimostrare che non è vero che lui non fosse d'accordo a questo scambio di considerazioni". Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci in una lunga nota sulla vicenda del presunto dossieraggio a carico del Secolo XIX denunciato dal direttore del giornale Michele Brambilla.
"Come dimostra tutta la chat con lui, il nostro rapporto è sempre stato improntato alla massima cordialità e correttezza fin dal suo arrivo - scrive Bucci - Ci siamo incontrati più volte e il direttore, dando dimostrazione di correttezza, mi chiedeva di segnalare le mie considerazioni e mi ha sempre ringraziato. Anche durante il periodo elettorale il confronto è stato aperto e franco. Quanto uscito in questi giorni stravolge però la realtà".
Bucci rende note alcune chat con Brambilla confutandone la contestualizzazione a partire da quella già diffusa dallo stesso direttore. "La prima cosa non vera - afferma - è quel messaggio dell'8 maggio 2025, che ha diffuso come prova che lui non fosse d'accordo con l'invio dei report degli articoli del suo giornale che non ritenevo equilibrati: "Detto questo sono veramente stanco di queste cose. Facciamo un giornale onesto. E stop", il testo della chat. Per Bucci, questa frase non è riferita al report né a miei messaggi o al mio staff, ma "è l'ultima parte di un commento dello stesso direttore a un post su Facebook contro il Secolo XIX che io stesso gli ho segnalato".
Quanto a indebite pressioni sull'editore, Bucci pubblica uno scambio in cui Brambilla gli chiede di essere "avvisato subito quando vuoi precisare qualcosa o dire la tua" così "non si accumulano rassegne e si interviene subito, senza che si sedimentino nulla". Brambilla, afferma Bucci, "si dice dispiaciuto del tono, difende giustamente il lavoro dei suoi giornalisti, ma mai nega di essere d'accordo a questo confronto costante. Quando ho invitato a chiedere al direttore come facesse l'editore ad avere le nostre segnalazioni, intendevo questo: il direttore sapeva che il confronto costante con lui, a volte, ha coinvolto anche l'editore".
In merito al documento che Brambilla sostiene essere stato inviato al suo editore, il governatore scrive di "non averne contezza, anche se mi viene falsamente attribuito" e chiede che venga reso noto anche il mittente. Infine, conclude Bucci, "ribadisco di non aver mai inoltrato all'editore il messaggio che il direttore mi attribuisce e che sarebbe riferito agli esponenti del Pd genovese".