Estero

Bucci rende pubbliche le chat per ristabilire la verità sul caso Secolo XIX

Il presidente della Regione Liguria pubblica conversazioni con il direttore Michele Brambilla per confutare accuse di dossieraggio e negare di aver inoltrato documenti all'editore

13 marzo 2026
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"Avrei sperato di non dover arrivare al punto di rendere nota la chat con il direttore del Secolo XIX, ma sono costretto a farlo per ristabilire la verità e dimostrare che non è vero che lui non fosse d'accordo a questo scambio di considerazioni". Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci in una lunga nota sulla vicenda del presunto dossieraggio a carico del Secolo XIX denunciato dal direttore del giornale Michele Brambilla.

"Come dimostra tutta la chat con lui, il nostro rapporto è sempre stato improntato alla massima cordialità e correttezza fin dal suo arrivo - scrive Bucci - Ci siamo incontrati più volte e il direttore, dando dimostrazione di correttezza, mi chiedeva di segnalare le mie considerazioni e mi ha sempre ringraziato. Anche durante il periodo elettorale il confronto è stato aperto e franco. Quanto uscito in questi giorni stravolge però la realtà".

Bucci rende note alcune chat con Brambilla confutandone la contestualizzazione a partire da quella già diffusa dallo stesso direttore. "La prima cosa non vera - afferma - è quel messaggio dell'8 maggio 2025, che ha diffuso come prova che lui non fosse d'accordo con l'invio dei report degli articoli del suo giornale che non ritenevo equilibrati: "Detto questo sono veramente stanco di queste cose. Facciamo un giornale onesto. E stop", il testo della chat. Per Bucci, questa frase non è riferita al report né a miei messaggi o al mio staff, ma "è l'ultima parte di un commento dello stesso direttore a un post su Facebook contro il Secolo XIX che io stesso gli ho segnalato".

Quanto a indebite pressioni sull'editore, Bucci pubblica uno scambio in cui Brambilla gli chiede di essere "avvisato subito quando vuoi precisare qualcosa o dire la tua" così "non si accumulano rassegne e si interviene subito, senza che si sedimentino nulla". Brambilla, afferma Bucci, "si dice dispiaciuto del tono, difende giustamente il lavoro dei suoi giornalisti, ma mai nega di essere d'accordo a questo confronto costante. Quando ho invitato a chiedere al direttore come facesse l'editore ad avere le nostre segnalazioni, intendevo questo: il direttore sapeva che il confronto costante con lui, a volte, ha coinvolto anche l'editore".

In merito al documento che Brambilla sostiene essere stato inviato al suo editore, il governatore scrive di "non averne contezza, anche se mi viene falsamente attribuito" e chiede che venga reso noto anche il mittente. Infine, conclude Bucci, "ribadisco di non aver mai inoltrato all'editore il messaggio che il direttore mi attribuisce e che sarebbe riferito agli esponenti del Pd genovese".